Comitato pro ulivi: dalla California una ricerca che smentisce il piano di Silletti

All'indomani dell'incontro tra il ministro Maurizio Martina, gli amministratori locali, i produttori e gli agricoltori, alcune associazioni ribadiscono l'inutilità delle eradicazioni previste dal commissario straordinario. Indicando uno studio americano

LECCE – Il piano predisposto dal commissario Giuseppe Silletti deve essere fermato nella parte in cui prevede eradicazioni e uso di insetticidi. Lo ribadisce un comunicato del comitato #difendiAMOgliulivi che fa riferimento ad uno studio di ricercatori californiani per escludere il batterio della Xylella fastidiosa dai fattori che portano al Complesso del disseccamento rapido dell’olivo.

A poche ore di distanza dall’incontro che ha visto protagonista il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, gli amministratori locali, i produttori e gli agricoltori, torna a levarsi la voce di chi è contrario all’abbattimento degli alberi: solo alcune migliaia, ha precisato l’esponente del governo nazionale - tra le 17 e le 35mila piante – e sulla base di puntuali riscontri di laboratorio, ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

Ma le rassicurazioni vengono respinte al mittente da parte di molte associazioni che contestano la lacunosità e frettolosità delle ricerche effettuate dall’Osservatorio fitopatologico della Regione e dal comitato scientifico nazionale istituito ad hoc e, di conseguenza le misure di intervento programmate sulla base degli esiti delle indagini.

Ma cosa hanno concluso i ricercatori della California, lo stato americano interessato da almeno un secolo dalle malattie causate dalla Xylella fastidiosa? Sostanzialmente che il batterio non può essere associato al disseccamento dell’ulivo, perché solo il 17 per cento dei 198 alberi con sintomi evidenti ha fatto registrare la presenza di Xylella. Non solo, l’inoculazione del batterio in laboratorio su piante sane avrebbe consentito di constatare il suo depotenziamento nel giro di poche settimane. I ricercatori americani si sono anche detti convinti del fatto che l’olivo potrebbe rappresentare un rifugio per gli insetti vettori che ripiegano dagli agrumeti trattati con insetticidi.

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Lo studio, condotto da esperti della prestigiosa Università della California, pubblicato lo scorso anno sulla rivista Plant desease viene dunque addotto dal comitato come prova dell’irrazionalità del piano Silletti. Le richieste sono invece molteplici: tra le altre, una pressione istituzionale sull’Unione Europea affinché siano fatti controlli a tappeto anche in Francia, Grecia e Spagna sulla presenza del batterio all’istituzione di un’equipe scientifica multidisciplinare, coordinata dal professor Cristos Xiloyannis dell’Università della Basilicata per la redazione, entro tre mesi, di un nuovo piano di intervento sulla base delle più recenti acquisizioni scientifiche.

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