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Cronaca

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La nostra corrispondente, Luisa Cotardo, curerà una rubrica direttamente dal cuore pulsante della "perfida Albione". Vita, morte e miracoli della metropoli londinese. Dove tifare Chelsea è un dovere.

Curioso, sarà un segnale? Decido di scrivere per LeccePrima. Prima di uscire. Prima di uscire io e prima che LeccePrima esca. "Luisa, prepara il primo pezzo", mi hanno detto dalla redazione leccese. Prima di uscire scrivo qualcosa e mi arrivano i Negramaro dalla radio, da RadioRai che ascolto dal computer. Un segnale? Un brindisi? Forte, chiaro e salentino, dal web, ed altro modo non avrei per ascoltare italiano visto che sono a Londra, mentre tutto scorre.

Internet e` la vera rivoluzione. Chissà se Guglielmo Marconi lo aveva previsto. Dicevo, prima scrivo per LeccePrima e poi esco. Devo incontrare un'amica che è appena tornata dalla Puglia. Ah proposito, i pugliesi ringraziano le autorità tutte per le nuove misure di sicurezza adottate negli aeroporti e per aver reso, ora, difficilissimo portarsi l'olio da casa. Le misure, di grazia, dovrebbero almeno fare un'eccezione per l'oro degli dei.

"Luisa, se porti una bottiglia te ne do un po'". Ma no, lascia stare, Vanessa. "Davvero, Luisa, tanto tra qualche giorno viene mia madre e mi porta l'altro". La bottiglia non la porto, mi sembra brutto, portarglielo via, intendo.Sono salentina a Londra da oltre un anno. Quando mi chiedono da dove vengo, "Where do you come from?", io rispondo, "From Italy, South Italy, Puglia, Lecce, the heel of the boot, il tacco d`Italia, non sai?". "Ah Lecce, ye ye, Zeman", mi ha fatto un tipo qualche giorno fa, sorprendendomi neanche tanto visto che non era la prima volta che associavano Lecce alla squadra di calcio.

"Lecce, is a great football team", è una grande squadra di calcio. "Ye ye", dico io, naturalmente, con occhi fiammeggianti, giallorossi. Lecce distante, ma cosiì vicino, in realtà te la porti con te, quando decidi di andare. E parli di lei e la racconti a chi ti chiede come e`. Ma molti la conoscono, Lecce, aldilà del calcio, perchè ci sono stati: "Lovely, lovely city". Dicono con espressione estatica in volto. Se esistesse ci si porterebbe con noi anche la pianta del pasticciotto o se si potesse un pezzo del rosone di Santa Croce. Ma ci si accontenta di farsi un carico di caffè Quarta, mandorle, pastiddhre e ceci secchi, e altro ancora.


E Londra ti accoglie, ti dice di passare, di restare e di scrivere la tua storia personale. Così succede. Come è successo a molti prima di me. E per LeccePrima storie e itinerari, luoghi ed incontri, tutto quello che passa da noi e che vale la pena raccontare del Salentino. Ma non solo, visto che la Puglia è così grande, e di figli ne ha seminati da queste parti. Di storie di partenze diremo. Segnalate magari alla redazione quelle di vostra conoscenza per scoprire la Londra di ognuno. Io da qui, voi da lì, mentre le distanze sono azzerate da un punto e una IT. Prima di lasciarci, e di uscire, ancora un disco ed una domanda: "Ma, Salentino e` un sostantivo?". Da Londra per il momento è tutto. E il disco? Alla prossima.

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