“No allo spostamento del mercato in Via Bari”. Sospensiva del Tar

Il Tar accoglie in via cautelare il ricorso firmato da quasi 200 operatori del mercato bisettimanale, contrari allo spostamento in via Bari. Per il Comune una brutta tegola

Il mercato bisettimanale

LECCE - Il Tar congela lo spostamento del mercato settimanale di Lecce da Viale dello Stadio all’area di Via Bari, disposto dall’amministrazione comunale nella scorsa estate.  La decisione di Palazzo Carafa sarebbe dovuta divenire operativa il 2 dicembre ma la decisione del giudice monocratico - il presidente della II sezione, Antonio Cavallari -, sposta il limite temporale al 14 dello stesso mese quando ci sarà la discussione in camera di consiglio.

Nelle motivazioni del ricorso, notificato al Comune di Lecce, per opera dell’avvocato Ernesto Sticchi Damiani, responsabile del procedimento, sono principalmente tre le contestazioni mosse dai commercianti: innanzitutto, la violazione delle norme regionali che disciplinano i mercati nelle aree pubbliche, che devono prevedere il potenziamento dell’offerta economica, col miglioramento di servizi per operatori e consumatori; in secondo luogo, vengono denunciati errori di metodo e di merito compiuti dall’amministrazione: nello specifico, i commercianti, soggetti interessati dal provvedimento, lamentano di non essere stati coinvolti nella scelta di una soluzione migliore per lo spostamento del mercato, venendo informati del trasferimento solo a fatto compiuto.

La terza questione riguarda ragioni logistiche e le conseguenti ricadute economiche per il settore: il governo cittadino, del resto, come ribadito nell’atto presentato al Tar di Lecce, aveva ignorato le riserve espresse anche dalla Confesercenti relative all’area mercatale di via Bari. In buona sostanza, lo spazio ridotto assegnato a ciascun operatore rispetto a quello attualmente a disposizione nell’area di Viale dello Stadio comporterebbe già di suo un grave disagio per il settore; se poi si pensa che gli operatori titolari di apposita concessione siano 274 il rischio è quello dell’eccessiva concentrazione in un’area, in cui sono limitate le via di accesso e di transito.

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Già nel giorno delle cosiddette "prove generali" nella nuova area, l'assessore alle Attività produttive, Luigi Coclite, dovette fronteggiare diversi malumori, prendendo alla fine tempo.Il risultato pratico della riorganizzazione voluta dall'amministrazione, secondo le valutazioni di commercianti, è la concreta riduzione delle vendite e dei relativi guadagni. La nuova localizzazione, dunque, decisa dal Comune, secondo quanto attestato nel ricorso, provoca un grave danno economico sia per gli operatori che per i consumatori, tradendo il processo di riqualificazione delle aree interessate, che si sarebbe dovuto realizzare.

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