Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Revisione degli estimi catastali: respinti i ricorsi dell'Agenzia delle Entrate

La Commissione tributaria regionale conferma l'orientamento di quella provinciale. Sono così al sicuro circa 7mila proprietari di immobili

LECCE – La Commissione tributaria regionale ha confermato l’orientamento della commissione provinciale: gli accertamenti per la revisione degli estimi catastali difettano di motivazione e per questo i ricorsi dell’Agenzia dell’Entrate (nella quale è confluita quella del Territorio) non possono essere accolti.

L’avvocato Maurizio Villani, che ha difeso alcuni dei circa 7mila ricorrenti residenti a Lecce, ha comunicato che la commissione di Lecce ha ricevuto da quella di Bari 37 dispositivi, tutti uguali.

La questione degli estimi è stata un caso molto discusso a Lecce: tutto è partito quando il Comune diede mandato all’Agenzia del Territorio di rivedere i criteri di classificazione degli immobili ai fini della rendita catastale. Per ragioni di equità, si disse, perché su alcuni immobili in zona centrale, ad esempio, i tributi erano meno gravosi che per abitazioni in periferia.

Una volta effettuati gli accertamenti c’è stata però una sorta di sollevazione generale, con aumenti della rendita in media del 20 per cento in tutte le zone della città. E il Comune ha fatto marcia indietro costituendosi infine in giudizio, accanto alle associazioni, contro l’Agenzia del Territorio. La giustizia amministrativa, in primo grado, annullò la revisione e tutti gli atti che l’avevano determinata, comprese due delibere dell’amministrazione comunale, ma il Consiglio di Stato, nel 2014, neutralizzò il primo verdetto riconoscendo solo il giudice tributario come quello naturale per un contenzioso di quel tipo. E per chi non aveva presentato ricorso alla commissione provinciale non rimaneva altro che considerare l’accertamento definitivo.

Ad aprile scorso però la Corte di Cassazione, a sezioni unite, ha affermato che la giustizia amministrativa è la sede idonea per tutelare l’interesse pubblico rispetto alla legittimità degli atti, invitando il Consiglio di Stato a  pronunciarsi sulla vicenda in maniera definitiva. Nell’attesa, restano comunque al sicuro i proprietari di immobili che hanno scelto la via del contenzioso tributario, come dimostrano i dispositivi resi noti oggi.

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