Cronaca

Comune di Surbo, via ai lavori della commissione. Si dimette Maroccia

Il consigliere dimissionario di minoranza Giuseppe Maroccia si augura che la magistratura restituisca presto dignità a Surbo

LECCE – A distanza di poco più di un quarto di secolo la storia sembra ripetersi. Era il 28 settembre del 1991 quando, l’allora ministro dell’Interno, Vincenzo Scotti, decretò lo scioglimento del Comune di Surbo. Oggi, 26 anni dopo, sarà una commissione nominata dal prefetto di Lecce, Claudio Palomba, a stabilire se ci siano i presupposti per lo scioglimento del Comune di Surbo per presunte infiltrazioni mafiose. I componenti della commissione esamineranno atti e delibere, tra cui quelli acquisiti nell’inchiesta sui presunti illeciti coordinata dalla Procura di Lecce, che vede tra gli indagati l'assessore ai Lavori pubblici Franco Vincenti e il dirigente dell'Ufficio tecnico comunale Giovanni Frassanito. I risultati dei lavori arriveranno sulla scrivania del prefetto entro novanta giorni.

Oggi, intanto, sono arrivate le dimissioni del consigliere di minoranza Giuseppe Maroccia, imprenditore: “Preso atto degli ultimi eventi che hanno riportato Surbo, come già avvenuto in passato, agli onori della cronaca per eventi similari  e constatando che questa amministrazione comunale a oggi è avvolta da un’onta che provoca un danno gravissimo a tutta la comunità surbina, dopo una riflessione in merito al senso di responsabilità che nutro verso i miei elettori, vedo  doveroso rassegnare le  dimissioni dalla carica di consiglieri d’opposizione”. “Allo stesso tempo – prosegue l’imprenditore – mi auguro che la commissione che porterà al vaglio tutta l’attività amministrativa svolta, possa al più presto esprimersi e riportare un clima di chiarezza e speranza".

L’amarezza che nutro in questo momento, inibisce ogni possibilità di portare avanti il mandato conferitomi dai cittadini ed espletato fino ad oggi con la massima serietà, competenza ed opportuna vigilanza, cittadini che capiranno e sosterranno la mia decisione. Sinceramente, oggi come oggi, mi sarei augurato da parte del Sindaco e degli amministratori una presa di responsabilità ed un atteggiamento più umile. Opportune sarebbero state, come da me pubblicamente richieste in più occasioni, le dimissioni del sindaco Vincenti per permettere alla magistratura di operare liberamente  ed ai cittadini di riacquisire da subito parte della serenità che ad oggi hanno perso”.

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