Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Comune, nuova sede: svelato enigma sulla concessione

Nella commissione consiliare per l'urbanistica assessore ai Lavori pubblici e dirigente del settore spiegano i ritardi sull'annullamento della concessione per la costruzione del nuovo Palazzo di città

L'area di via Cicolella dove sarebbe dovuto nascere un palazzo di 14 piani per ospitare gli ufficici comunali-2

Enigma svelato sull'annullamento del projet financing relativo alla costruzione del nuovo edificio comunale di via Cicolella. Anche se le risposte date questa mattina dall'assessore ai Lavori pubblici al Comune di Lecce Severo Martini e dal dirigente del settore Claudia Branca nella terza commissione consiliare per l'urbanistica e all'undicesima di controllo e garanzia, continuano a lasciare perplessa la minoranza a Palazzo Carafa, dal capogruppo del centro sinistra Antonio Rotundo al consigliere per il centro moderato Wojtek Pankiewicz, i due che avevano perorato la causa dei cittadini firmatari di una petizione contro la costruzione del nuovo palazzo comunale nell'area già destinata a verde pubblico e servizi.

La domanda che i detrattori del cosiddetto "palazzaccio" hanno rivolto ai diretti interessati suona più o meno così: "Perché solo il 9 di aprile l'architetto Branca revoca la concessione alla costruzione del nuovo palazzo comunale quando invece il primo aprile lo stesso dirigente aveva dato via libera al projet financing del Consorzio Archè di Caserta, se poi nel frattempo sul consorzio che s'è aggiudicato l'appalto pendevano cause interdittive dovute alla certificazione antimafia, come comunicato dal prefetto di Caserta?"

La spiegazione è stata data questa mattina dagli interessati, assessore e dirigente, i quali, pur ammettendo l'incongruenza, hanno sgombrato il campo da equivoci ripercorrendo l'iter nei dettagli. Lo scorso 31 marzo giunge dalla Prefettura di Caserta a Palazzo Carafa un raccomandata ad personam indirizzata al sindaco Paolo Perrone. Nel suo interno il prefetto scrive che il consorzio aggiudicatario della gara, l'unico a partecipare al bando, non ha presentato il certificato antimafia. Ma la missiva, prima di arrivare nella mani del primo cittadino o in quelle del dirigente del settore Lavori pubblici, finisce nell'Ufficio gare. E lì ci resta per un po'. Inefficienza amministrativa? Superficialità? Cose che nella pubblica amministrazione, purtroppo accadono? E così, ignara di tutto questo, il dirigente Branca firma, il primo di aprile, la concessione a costruire in via Cicolella. Ma solo dopo 9 giorni dall'arrivo della raccomandata inviata a Lecce dalla Prefettura di Caserta, si viene a sapere quel che nel plico postale c'era scritto. E così, il dirigente dei Lavori pubblici revoca immediatamente la concessione che aveva firmato solo qualche giorno prima. Un atto dovuto, è ovvio, anche se quel permesso sarebbe comunque risultato nullo per legge.


Ma cosa accadrà da qui in futuro? Il progetto originario, da realizzare, come detto, attraverso un projet financing, consiste nella costruzione di un palazzo di 14 piani per 50 metri di altezza, con parcheggi per un migliaio di posti auto e servizi. La soluzione del projet financing impegna il Comune di Lecce solo nella concessione edilizia del suolo pubblico, mentre diventerà proprietario dell'immobile "solo" dopo mezzo secolo. Nel frattempo è l'impresa aggiudicataria dei lavori che costruisce e gestisce la struttura. Ora non è escluso che il Consorzio Archè di Caserta possa inoltrare ricorso e perché no, vincerlo. E se le cose andranno così passerà tempo prima di procedere alla costruzione del nuovo palazzo comunale. Che a questo punto potrebbe nascere dalle parti di viale Aldo Moro, quartiere Stadio, lì dove si trovano gli uffici della Regione Puglia.

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