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Giovedì, 30 Giugno 2022
La Sezione Quinta / Porto Cesareo

Concessione demaniale a Porto Cesareo: Consiglio di Stato chiude la disputa

I giudici di secondo grado hanno confermato la legittimità dell'operato del Comune di Porto Cesareo. La vicenda si riferisce ad un'area in località Palude Fede

PORTO CESAREO – La Sezione Quinta del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso proposto da una società a responsabilità limitata per l’annullamento della sentenza con cui il Tar Puglia, sede di Lecce, aveva ritenuto legittimo l’operato dell’amministrazione comunale di Porto Cesareo rispetto alla “contesa” creatasi per un’area demaniale di circa 200 metri quadrati in località Palude Fede.

Nel 2014 il soggetto privato titolare della concessione, a seguito di vicende giudiziarie a amministrative, aveva deciso di avanzare richiesta di trasferire il chiosco bar e i relativi servizi in una posizione più rispettosa del cordone dunare che era prima direttamente interessato dalle attività. Il Comune, ritenendo l’iniziativa chiaramente legata a un progetto nuovo rispetto a quello esistente e non a una mera traslazione, aveva poi proceduto nel marzo del 2015 alla pubblicazione della domanda concessoria, sia per l’eventuale presentazione di osservazioni, sia per la formulazione di richieste concorrenti.

Successivamente l’ente, in ragione di una analoga richiesta presentata da un’altra società, Chiusurelle Srl, in parte coincidente con la stessa superficie oggetto della prima domanda, si era orientata a procedere a una valutazione comparativa tra le due, ritenendo che l’una escludesse l’altra e, infine, aveva dato la concessione a Chiusurelle motivando tale scelta con una migliore corrispondenza rispetto all’interesse pubblico. Il progetto prevedeva infatti la realizzazione di uno stabilimento balneare, prospettiva ritenuta più allettante anche per le ricadute in termini di posti di lavoro.

I giudici del Consiglio di Stato hanno avallato l'azione amministrativa e dunque la decisione del Tar Puglia di non accogliere le istanze dell'originario titolare della concessione che si era anche appellato, tra l'altro, al minor impatto ambientale del chiosco. Nella sentenza della Sezione Quinta sono stati affermati diversi principi che l'avvocato Pietro Quinto, rappresentante in giudizio del Comune, ritiene fondamentali: da una parte quello che assegna ampia discrezionalità all'amministrazione nella valutazione di quale sia l'uso di un bene, oggetto di una concessione sottoposta a procedura comparativa, che meglio risponde al pubblico interesse; dall'altra che, acquisito pacificamente il venir meno nell'ordinamento del diritto di insistenza, non può essere accordata al precedente titolare della concessione nemmeno una preferanza. Non a caso è stata richiamata anche la recente e dirimente pronuncia dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che impone il rispetto della procedura concorsuale tra più istanze.

Pietro Quinto ha dichiarato che “la sentenza del Consiglio di Stato assume ancor più valore in vista della decisione in data 25 maggio del processo penale a carico dei dirigenti e dei responsabili degli uffici del Comune di Porto Cesareo che avevano rilasciato le autorizzazioni e le concessioni oggi favorevolmente vagliate dal Consiglio di Stato”. Nel giudizio amministrativo la società Chiusurelle è stata difesa dagli avvocati Alfredo Caggia, Ernesto Sticchi Damiani e Lucia Molinari.

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