Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Concorso in truffa? Laforgia assolto con formula piena

Il magnifico rettore dell'Università del Salento, Domenico Laforgia, è stato assolto con formula piena dall'accusa di concorso in truffa. La sentenza è giunta dopo la requisitoria del pm Imerio Tramis

Il rettore dell'Università del Salento Domenico Laforgia.

Se il pm Imerio Tramis, nella sua requisitoria, aveva sollecitato il provvedimento del non luogo a procedere per prescrizione dei termini, il gup Nicola Lariccia è andato ben oltre disponendo la piena assoluzione del rettore Domenico Laforgia perché il fatto non costituisce reato. La sentenza è arrivata nel pomeriggio intorno alle 17 dopo che gli avvocati del Magnifico, Michele Laforgia e Viola Messa, in mattinata, avevano ottenuto che il proprio assistito venisse giudicato con il rito abbreviato. Si chiude così una vicenda giudiziaria nella quale Laforgia si è sempre professato innocente, manifestando, nel contempo, ampia fiducia nell'operato della magistratura. Laforgia era stato immischiato in un'indagine del 2001 finita sul tavolo del sostituto procuratore Imerio Tramis con l'accusa di concorso in truffa sui fondi chiesti dall'imprenditore del pastificio di Maglie, "Molino del Salento", Francesco Tarantino.

Per gli oltre 645mila euro erogati dal "Programma operativo plurifondo" della Regione per la creazione di un prototipo che avrebbe dovuto controllare l'essicazione delle lasagne. E per gli oltre due milioni di euro, messi a disposizione dal "Pacchetto integrato agevolazioni" del "Programma Operativo Nazionale" che sarebbero serviti alla produzione di pasta arricchita con fibra. Il rettore Laforgia, secondo il teorema della pubblica accusa smontato dal giudice, era accusato di aver rilasciato fatture difformi da quelle trovate nella contabilità del "Molino del Salento". In sostanza, su Laforgia pendeva l'ipotesi di essersi prestato a far ottenere il finanziamento Pop emettendo due fatture false dell'importo una di 180 milioni di lire e l'altra di 420 milioni di lire su carta intestata del Dipartimento di Ingegneria dell'Innovazione come costi sopportati per la creazione di un impianto di produzione.


A sua firma anche la liberatoria in cui dichiarò, secondo l'accusa, il pagamento delle fatture. Nell'esame della documentazione del finanziamento Pop c'è traccia anche della progettazione di questo prototipo affidata dal pastificio alla "Stim Engineering" di Bari, di cui era socio Laforgia, per 531mila euro. La Stim si sarebbe dovuta occupare anche dell'assistenza allo sviluppo, della realizzazione dei prototipi e di altro, ma la macchina arrivata in azienda altro non sarebbe stata che quella acquistata dalla Tecnoelettra con un precedente contributo ottenuto attraverso la legge 488. Tutte accuse smantellate dopo il pronunciamento del gup Nicola Lariccia. La posizione di Francesco Tarantino è stata stralciata per un difetto di notifica e gli atti sono stati rimandati al pm. La moglie di Tarantino, Giuseppina Lamuraglia, Felice Angelastri e la Molino del Salento sono stati rinviati a giudizio. Il processo avrà inizio il prossimo 3 novembre nel Tribunale di Maglie.

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