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Maxi truffa all’Inps con finte assunzioni: tre anni e mezzo a un commercialista

Emessa la sentenza di patteggiamento nei riguardi di Nicola Ozza, il professionista finito nell’inchiesta insieme ad altre 69 persone

LECCE - Ha chiuso il suo conto con la giustizia, patteggiando tre anni e mezzo di reclusione, il commercialista di Ugento, Nicola Ozza, 46 anni, accusato di aver gestito assunzioni fittizie per beneficiare, insieme ai lavoratori, delle successive indennità di disoccupazione.

Oggi, il professionista (attraverso l’avvocato Biagio Palamà) ha concordato la pena con il giudice Edoardo D’Ambrosio. Oltre a lui, si è tenuta l’udienza preliminare nei riguardi degli impiegati finiti nell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Valeria Farina Valaori, con i finanzieri della tenenza di Casarano. In tutto 69 imputati, molti dei quali hanno patteggiato pene che vanno da 8 mesi a un anno e mezzo di reclusione, mentre altri non hanno avanzato richiesta di rito alternativo e avranno modo di difendersi a dibattimento.

La sentenza di patteggiamento ha inoltre imposto la confisca per equivalente degli importi sottratti illecitamente all’Inps.

A fare insospettire i militari fu il numero elevato delle assunzioni, a dispetto del volume d’affari, in sette ditte di cui Ozza gestiva la contabilità, riscontrate analizzando la documentazione relativa agli anni che vanno dal 2010 al 2015. In un piccolo autolavaggio, per esempio, risultavano assunte 35 persone.

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