Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Accusata di aver provocato la morte della zia, condannata a nove anni

Si è concluso con una condanna a nove anni di reclusione il giudizio con rito abbreviato per Anna Maria Toraldo, la 52enne originaria di Trepuzzi accusata di omicidio preterintenzionale nei confronti della zia Maria Tolardo

Giudizio abbreviato per la donna accusata di aver ucciso la zia

LECCE - Si è concluso con una condanna a nove anni di reclusione il giudizio con rito abbreviato per Anna Maria Toraldo, la 52enne di Trepuzzi arrestata il 6 settembre scorso con l'accusa di omicidio preterintenzionale nei confronti della zia Maria Tolardo. La donna di 88 anni di Trepuzzi sarebbe stata uccisa, secondo l'accusa, nella sua abitazione dalla nipote con un comune ombrello. I fatti sarebebro avvenuti il 20 dicembre del 2010 al termine di un violento litigio. La sentenza è stata emessa dal gup del Tribunale di Lecce Giovanni Gallo. Il pubblico ministero Antonio Negro aveva chiesto una condanna a dieci anni.
 
Quele sull'omicidio sono state indagini lunghe e complesse, condotte dai carabinieri di Campi Salentina, che hanno scovato a lungo nell'ambiente familiare della Tolardo (la differenza del cognome è dovuta a un'errata trascrizione all'anagrafe), ricostruendo le probabili dinamiche di un omicidio ritenuto inizialmente una morte accidentale. Era stata la stessa 52enne a dichiarare al medico curante di aver trovato il corpo senza vita della Toraldo sul pavimento della cucina della donna, con le gambe incastrate nel girello, tanto da far ipotizzare in un primo momento a una caduta accidentale. L'anziana donna, infatti, a causa dei problemi legati alla deambulazione, era costretta a spostarsi con l'aiuto di un girello. Una tesi che non aveva convinto, però, il medico, secondo cui "l'insieme degli elementi che sino ad allora aveva raccolto, lasciava forti dubbi sul reale andamento dei fatti", tanto da spingerlo a chiamare i carabinieri. Molti gli elementi che sin dalle prime battute non avevano convinto i militari dell'Arma, facendo sorgere non pochi dubbi riguardo alla tesi della morte naturale.
 
annamaria toraldo-2Innanzitutto il fatto che qualcuno avesse provveduto a ripulire da ogni traccia di sangue la possibile scena del delitto, compromessa così in modo irreparabile. Il cadavere era stato spostato, avvolto in un lenzuolo e adagiato su un lettino, pronto per la tumulazione. Ad avvalorare la tesi della morte violenta era stata la consulenza del medico legale Roberto Vaglio, allontanando l'ipotesi di un decesso avvenuto come incidente domestico e quindi per cause naturali. Secondo il dottor Vaglio, infatti, le ferite riportate dall'anziana donna potevano essere compatibili con un'aggressione, vista la "presenza di ferite e lesioni sul capo e sul dorso delle mani compatibili con traumi solo ripetuti, frequenti e di intensità variabile. La donna, cadendo, è passata da uno stato di shock emorragico a quello di asfissia acuta". La 88enne presentava inoltre sulle mani le tipiche ferite da difesa.
 
A incastrare Annamaria Toraldo è stata poi un'intercettazione ambientale in cui la 52enne raccontava a un familiare le drammatiche circostanze dell'omicidio: "Che gli ho detto… che gli ho dato martellate io con l'ombrello… ormai ho detto tutto… tocca che glielo dico con l'avvocato". Un dramma familiare dai risvolti tragici e sinistri, come hanno evidenziato le indagini degli inquirenti.



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