Cronaca

Condizione disumane in cella, il ministero potrebbe risarcire la 29enne omicida

Si è svolta questa mattina, dinanzi al magistrato del Tribunale di sorveglianza, l’udienza per il risarcimento a Rosa Della Corte, la 29enne balzata alle cronache per un'evasione di due settimane. Il suo legale, l’avvocato Carlo Gervasi, ha chiesto che la donna sia risarcita per i danni patiti per la ristrettezza dello spazio vivibile all'interno della cella

LECCE – Si è svolta questa mattina, dinanzi al magistrato del Tribunale di sorveglianza, l’udienza per il risarcimento a Rosa Della Corte, la ragazza di 29 anni di Casandrino balzata alle cronache per una fuga di due settimane prima di essere arrestata in un’anonima villetta di Tor San Lorenzo, piccolo comune del litorale laziale. La donna sarebbe dovuta rientrare in carcere a Lecce, dove stava scontando una condanna a 18 anni per l’omicidio del fidanzato (il militare Salvatore Pollasto, assassinato il 4 aprile del 2003) a fine agosto del 2014. Da allora, però, di Rosa (che stava usufruendo di un permesso premio) si erano perse le tracce.

Il suo legale, l’avvocato Carlo Gervasi, ha chiesto che la sua assistita sia risarcita per i danni patiti per effetto della detenzione subita in violazione dell'articolo 3 Cedu (Corte europea dei diritti dell'uomo), determinato dalla ristrettezza dello spazio vivibile all'interno della cella detentiva.

La Cassazione penale, su istanza dall'avvocatura dello Stato, ha stabilito che il magistrato di Sorveglianza, pur potendo accertare la violazione, non può quantificare o liquidare il danno derivato, indicando il tribunale Civile o il magistrato di sorveglianza come competente al risarcimento per violazione dell'articolo 3 Cedu. Sul fronte normativo la Corte europea ha imposto all'Italia di eliminare la condizione di sovraffollamento e di prevedere una norma che consenta, a chi ha subito il trattamento disumano, di ottenere un risarcimento. La legge 117/2014 ha introdotto l'articolo 35 ter della legge 354/1975, recependo l'imposizione di Strasburgo. La norma prevede che il magistrato di Sorveglianza, accertata l’eventuale violazione dell'articolo 3 Cedu, risarcisca con un giorno di sconto pena (ogni 10 espiati) i detenuti, ovvero con 8 euro al giorno per i soggetti liberi che non hanno pena da espiare. Bisognerà ora stabilire quanti giorni la Della Corte ha trascorso in carcere (nelle varie sedi) in violazione della norma.

Rosa Della Corte è stata arrestata al termine di indagini ininterrotte coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Stefania Mininni, sono state condotte sul campo dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Maglie (guidati dal capitano Luigi Scalingi e dal tenente Rolando Giusti), in collaborazione con il comando di polizia penitenziaria di Lecce e con l’ausilio investigativo dei militari delle compagnie di Anzio e Ostia e della squadra mobile di Reggio Emilia. Un pool di investigatori che con una perfetta sinergia e un lavoro comune, svolto sotto l’egida della Procura, hanno arrestato e condotto in carcere la fuggitiva.

Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno permesso di stabilire che la fuga della 29enne è stata preparata con cura. Dopo aver eliminato ogni traccia della corrispondenza con l’ex fidanzato (fondamentali si sono rivelate le lettere che il 26enne ha conservato per amore), la donna si è procurata una nuova utenza telefonica.  Anziché prendere il treno per Lecce, ha raggiunto la stazione di Aversa, per dirigersi verso il litorale romano. Le indagini dovranno stabilire chi, tra parenti e amici, fosse a conoscenza de piano di evasione e in queste due settimane abbia aiutato la fuggitiva. Rosa Della Corte avrebbe finito di scontare la pena nell’aprile del 2017, e presto avrebbe ottenuto (con ogni probabilità) i domiciliari. La sua fuga, improvvisa e inaspettata (aveva già usufruito di numerosi permessi premio) ha interrotto un percorso iniziato nel settembre del 2011, quando aveva varcato le porte del carcere di Lecce. Alla base, probabilmente, una forte depressione e un profondo malessere.

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