Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Condotta antisindacale verso Conapo: condannati Interni ed ex comandante

Così ha stabilito il giudice del Tribunale del lavoro, Donatella De Giorgi, per un caso trascinatosi per molto tempo, tanto da vedere la sezione salentina del sindacato autonomo esclusa per più di cinque anni dalla contrattazione integrativa. Rigettata invece l'istanza per un singolo dirigente regionale

Nella foto in alto: vigili del fuoco al lavoro. In basso: Angiuli e Capoccia.

LECCE – C’è stata condotta antisindacale del ministero dell’Interno e dell’ex comandante provinciale dei vigili del fuoco di Lecce, Michele Angiuli, ai danni del Conapo. Così ha stabilito il giudice del Tribunale del lavoro, Donatella De Giorgi, per un caso trascinatosi per molto tempo, tanto da vedere la sezione salentina del sindacato autonomo esclusa per più di cinque anni dalla contrattazione integrativa.

Non è stata ravvisata, invece, la stessa condotta ai danni del dirigente regionale del Conapo, Gianni Cacciatore. In questo caso, l’istanza per un risarcimento è stata rigettata. Il giudice del lavoro non s’è però potuto esprimere, per questioni di giurisdizione, su altri reclami di Cacciatore, in merito a presunta incompetenza nel poter stabilire un trasferimento a suo carico ed un eventuale eccesso di potere.  

Resta comunque la condanna per la linea adottata verso il Conapo, che oggi esulta, ritenendo la sentenza storica. Alla base dell’accoglimento dell’istanza, come commenta Antonio Brizzi, segretario generale della sigla, “norme anacronistiche che prevedevano di riservare tali prerogative ai soli sindacati firmatari del contratto di lavoro, senza tenere conto che il blocco dei contratti del pubblico impiego ha reso impossibile adempiere a tale requisito”.

Va spiegato, in proposito, che il sindacato a livello nazionale ha raggiunto i requisiti di rappresentatività, cioè il 5 per cento, a partire dal 2010. Per contenere la spesa pubblica, era stato disposto nel frattempo il congelamento della contrattazione, lasciando in vigore i precedenti contratti collettivi nazionali di lavoro. L’ultimo era stato siglato nel biennio 2008-2009, in cui il Conapo non era presente al tavolo. Da qui, la sua esclusione, giudicata oggi inammissibile.  

IMG-20151028-WA0008-2La sentenza numero 2773, dunque, “ha riconosciuto al Conapo pieni diritti sindacali e ha ordinato al ministero dell'Interno di ammettere il nostro sindacato agli istituti della contrattazione, concertazione, informazione e consultazione al pari degli altri”, sottolinea Brizzi. 

Il Conapo è stato seguito dagli avvocati Matteo Sanapo e Roberto De Giuseppe, che così commentano: “Il Tribunale di Lecce, stigmatizzando la condotta antisindacale posta in essere dall’amministrazione, ha finalmente ripristinato quei valori della legalità, del pluralismo e della libertà di azione della organizzazione sindacale, che il Conapo insegue fermamente e con tenacia fin da maggio 2010”.

Riconosciuto, dunque, il diritto a partecipare alla contrattazione integrativa e a tutti i “tavoli sindacali” necessari per programmazione didattica e dell’attività di informazione, consultazione e concertazione.

“Il riconoscimento del diritto sindacale - spiegano ancora i legali - non può trovare ostacolo nella mancata sottoscrizione del contratto vigente da parte di un’organizzazione sindacale comunque maggiormente rappresentativa”. Va ricordato che a Lecce e provincia, il Conapo conta un centinaio di iscritti. “Di conseguenza, al Conapo, proprio in ragione della sua acquisita rappresentatività, non può essere negato l’accesso al tavolo delle trattative, sia a livello nazionale, sia locale: si tratta di un principio di fondamentale importanza, che deve necessariamente essere coniugato con gli insegnamenti della sentenza della Corte costituzionale numero 231 del 2013”. 

Giancarlo Capoccia Segretario Provinciale CONAPO Lecce-4E questa, ha “inteso privilegiare il dato sostanziale della partecipazione al tavolo sindacale e, dunque, della misura del consenso dei lavoratori rappresentati, rispetto al dato formale della sottoscrizione del contratto”. Il segretario provinciale del Conapo, Giancarlo Capoccia, sull’argomento aggiunge: “La mancata ammissione alla contrattazione decentrata di un’organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa” si è rivelata “un vero e proprio paradosso”. “Invero, il Conapo contava, e conta, presso il comando provinciale di Lecce, numerosissimi aderenti, risultando da molti anni non solo il primo sindacato per numero di iscritti, ma anche quello che ha la maggioranza assoluta degli affiliati alle organizzazioni sindacali”.

“E allora – conclude - è davvero assurdo, illogico e irrazionale che la contrattazione coinvolga soltanto alcune sigle sindacali che annoverano uno o poco più iscritti e che sia invece assolutamente estromessa dalle relazioni con l’amministrazione quella più rappresentativa, che vanta circa cento iscritti soltanto nel comando provinciale di Lecce”.

Nella stessa causa s’è discusso anche del singolo caso riguardante il caposquadra Gianni Cacciatore, dirigente regionale della sigla, per il quale, però, il giudice non ha ravvisato condotta discriminante. In missione da Bari presso il comando di Lecce, venne inviato presso il distaccamento di Tricase, dalla fine di ottobre del 2012 e per pochi giorni, per poi rientrare nel capoluogo pugliese.

Il giudice, sul punto, ha ricordato come la Cassazione abbia ratificato il fatto che, sulla base dello statuto dei lavoratori, il trasferimento previo nulla osta delle associazioni sindacali riguardi solo i dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali e non si possa estendere, in generale, ai dirigenti delle associazioni sindacali sprovvisti tale qualifica. In seconda istanza, non sarebbero state comunque prodotte tesi sufficienti per dimostrare che tale trasferimento fosse dipeso dalla sua appartenenza al Conapo.

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