Cronaca

Il piano Silletti resta nel cassetto. Il Consiglio di Stato non smentisce il Tar

Respinta la richiesta avanzata dal ministero delle Politiche agricole di un decreto monocratico che annullasse la sospensione imposta dai giudici amministrativi di primo grado. Protesta degli attivisti dei presidi davanti alla sede leccese di Coldiretti

Una foto delle protesta a Oria nel giorno delle prime eradicazioni.

ROMA - Per il momento il piano per fermare l'avanzata della Xylella fastidiosa resta nel cassetto. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto la richiesta di decreto monocratico avanzata dal ministero delle Politiche agricole dopo che il 7 di maggio il Tar del Lazio, con apposita ordinanza, aveva accolto l'istanza di sospensiva presentata da un gruppo di aziende biologiche e da vivaisti del Salento.  L'udienza di merito, nella quale sarà discusso anche un terzo ricorso, quello di alcune associazioni, è fissata per il 16 dicembre.

I giudici amministrativi di primo grado avevano infatti ravvisato nelle ragioni esposte dagli avvocati Luigi Paccione e Valentina Stamerra per le aziende, e da Gianluigi Manelli per i vivaisti il pericolo di un danno imminente per i loro assistiti qualora fossero state eseguite le misure previste dal piano predisposto dal commissario Giuseppe Silletti, in particolare per quanto riguarda l'uso di insetticidi e l'eliminazione delle piante potenzialmente ospiti del batterio accusato di essere il fattore determinante del Complesso del disseccamento rapido dell'ulivo. 

Intanto a Lecce, davanti alla sede di Coldiretti, un gruppo di manifestanti che in queste settimane hanno dato vita ai presidi contro le eradicazioni nelle campagne di Veglie, Leverano e Oria, ha chiesto all'associazione dei coltivatori di schierarsi una volta per tutte contro l'abbattimento degli ulivi. A Bruxelles, invece, starebbe maturando la decisioni di inviare a breve nel Salento una delegazione dell'Efsa, l'autorità per la sicurezza alimentare, per monitorare la situazione anche alla luce della segnalazione, documentata da Peacelink, di una ripresa vegetativa di piante che invece erano considerate spacciate e quindi da abbattere.

Soddisfatto il legale dei vivaisti.

“Sono pienamente soddisfatto della posizione assunta dal Consiglio di Stato - ha dichiarato Gianluigi Manelli, legale dei vivaisti - rispetto alla richiesta di misura cautelare monocratica. Tale provvedimento costituisce conferma della fondatezza delle tesi difensive da me rappresentante nell’interesse delle aziende vivaistiche e dimostra la sensibilità, rispetto alla rilevanza delle implicazioni che il piano commissariale può avere, anche da parte del massimo organo di giustizia amministrativa che ha ritenuto di non dover sospendere l’ordinanza cautelare della Prima Sezione del Tar Lazio per evitare che si producessero effetti a carattere irreversibile a fronte delle illegittimità denunciate dai ricorrenti".

"Sono tuttavia rammaricato - ha proseguito l'avvocato - dalla posizione assunta dal ministro dell’Agricoltura e dal commissario delegato i quali, anziché accogliere la proposta ripetutamente prospettata dalle aziende vivaistiche da me rappresentate –da ultimo a seguito dell’emissione dell’ordinanza cautelare dal Tar Lazio- di trovare una soluzione tecnica condivisa, insistono nel perseguire unilateralmente nell’imposizione delle illegittime previsioni del piano non curanti delle ripercussioni che lo stesso pPiano produce sul territorio e sull’economia. Se questo è l’atteggiamento che le istituzioni intendono avere rispetto alla problematica specifica dei vivai, le aziende da me rappresentate si opporranno con fermezza ad ogni iniziativa che il ministro per l’Agricoltura riterrà di dover intraprendere in loro danno. Saranno quindi da me approntate le più opportune difese per la camera di consiglio che si terrà il prossimo 4 di giugno”.

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