Cronaca

Consorzio bonifica di Arneo: i dipendenti ricorrono ai decreti ingiuntivi

I sindacati di categoria denunciano la situazione paradossale: "I soldi ci sono ma gli stipendi non sono stati corrisposti"

LECCE – “I soldi per pagare gli stipendi dei lavoratori dei Consorzi di bonifica ci sono, ma le persone sono costrette a ricorre ai decreti ingiuntivi per recuperare gli emolumenti”: la denuncia arriva dai segretari generali dei sindacati di categoria Fai Cisl, Flai Cgil e Filbi Uil, rispettivamente Salvatore Greco, Antonio Gagliardi e Valerio Quarta. 

“Questa situazione è emersa dall’esecuzione di numerosi decreti ingiuntivi volti a recuperare parte degli stipendi, spettanti già dal mese di febbraio 2016, ai dipendenti del Consorzio di Arneo”, puntualizzano i segretari che stanno cercando di far luce su questa situazione fumosa.

“Perché – si chiedono - gli amministratori, che hanno provveduto in tutto o in parte a reperire le risorse per i propri stipendi, non si sono preoccupati di corrispondere qualche mensilità ai dipendenti, costringendoli a rivolgersi all’autorità giudiziaria, con il conseguente aggravio dei conti del Consorzio condannato a pagare i costi legali dei decreti ingiuntivi precetti e pignoramenti per migliaia di euro?”.

E ancora: “Non sarebbe stato meglio utilizzare quella disponibilità per rifornire di carburante le auto di servizio, o per l’acquisto della benzina e dei materiali di consumo necessari a far funzionare gli attrezzi di lavoro e non costringere, invece, impiegati ed operai ad anticipare loro stessi le somme necessarie?”.

“Ci chiediamo – proseguono Greco, Gagliardi e Quarta - che fine abbiano fatto i 2 milioni e mezzo di euro stralciati mesi fa dallo stanziamento iniziale per finanziare la campagna irrigua ormai agli sgoccioli, e non ancora arrivati nella disponibilità dei Consorzi. Tutto questo è solo frutto di distrazioni amministrative, o piuttosto è parte di un piano per porre in cattiva luce, agli occhi dell’opinione pubblica, dipendenti e consorzi, costretti a non dare pronte risposte al territorio?”.

I segretari hanno annunciato l’intenzione di chiedere un incontro al presidente della Regione, Michele Emiliano, “per illustrargli qualche dettaglio della legge che proprio non ci va giù, come l’assoluta mancanza di indicazioni rispetto al futuro degli operai a tempo determinato dei Consorzi che dovrebbero essere tutelati  come quelli di altri enti”. I sindacalisti hanno puntato il dito, in particolare, contro la presunta “incongruenza” della legge regionale che dovrebbe avere effetti solo su una parte di territorio, determinando “ disparità di trattamento tra gli utenti della risorsa idrica ad uso irriguo”.

“Non possono essere i dipendenti a pagare le scelte della politica che hanno portato a 13 anni di Commissariamento ed allo stato disastroso nel quale versano attualmente i Consorzi”, aggiungono loro. A questo gioco al massacro  - concludono Greco, Gagliardi e Quarta - il sindacato, e quindi i lavoratori, non intendono assolutamente giocare perché questi ultimi sono vittime e non artefici del disastro attuale. Occorre fare chiarezza in questa situazione dai toni foschi e dare serenità e certezza ai lavoratori, che hanno la sola colpa di voler percepire lo stipendio, e agli utenti e al territorio che attendono servizi e manutenzione”.

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