Cronaca

Conto alla rovescia per la Focàra, domani l'accensione tra memoria e innovazione

Per la prima volta l’accensione sarà scandita dal ritmo del tamburello legando l’opera d’ingegneria contadina al suono della terra salentina

L'immensa pira (Foto di Antonio Quarta).

LECCE – E’ un rito ancestrale, simbiosi di sacro e profano, paganesimo e religione, una catarsi collettiva che incanta e ammalia. La magia del fuoco che arde e illumina la notte di Novoli e del Salento, che scalda il cuore di migliaia di visitatori e fedeli. Conto alla rovescia a Novoli per l’accensione della gigantesca “Fòcara” in programma domani 16 gennaio alle 20.30 in piazza Tito Schipa. Il più grande falò del Mediterraneo, con un’immensa pira di 20 metri di diametro e 25 metri di altezza, realizzato con oltre 80mila fascine di tralci secchi di vite in oltre un mese di costante lavoro da parte dei volontari del Comitato Festa. Brucerà in un tripudio di colori e fuochi d’artificio in devozione del Santo Patrono Antonio Abate.

Per la prima volta l’accensione sarà scandita dal ritmo del tamburello legando l’opera d’ingegneria contadina al suono della terra salentina. La spettacolare accensione sarà a cura della ditta Angelo Mega di Scorrano e seguirà all’esibizione del corpo di ballo de La Notte della Taranta che interpreterà Fuecu, il brano scritto da Daniele Durante e portato in scena per la prima volta sul palco di Melpignano nel 2016. Il ricco programma è stato presentato oggi in conferenza stampa nel Teatro comunale di piazza Regina Margherita a Novoli.

“La Fòcara è importante per la destagionalizzazione del turismo perché si tratta di un rito religioso, di una tradizione che attrae il visitatore a compiere un’esperienza unica”, ha detto l’assessore alla cultura della Regione Puglia Loredana Capone.  Io credo che bisogna sempre di più investire su eventi come la Fòcara di Novoli, che richiamano le persone a vivere un viaggio turistico ed esperienziale di grande suggestione da poter raccontare. La Fòcara è tutto questo ed è anche un evento di arte e spettacolo assolutamente significativi”. Memoria e innovazione nella Festa di Novoli, un paese che si prepara ad accogliere in queste ore migliaia di visitatori.

“La Focara e la Festa di Sant’Antonio rappresentano l’identità della nostra comunità, ha sottolineato Gianmaria Greco, sindaco di Novoli e Presidente della Fondazione Fòcara. Domani accenderemo il falò più grande del bacino del Mediterraneo per rinnovare una tradizione e un atto di devozione verso il nostro Santo Patrono. Sono certo che sarà un momento di festa e di gioia per chi raggiungerà la piazza di Novoli ma anche per chi ci seguirà attraverso i media. Abbiamo messo su una grande macchina organizzativa nel rispetto delle regole e per garantire la massima sicurezza a tutti i presenti. L’invito che faccio è quello di venire a Novoli con i treni delle Ferrovie Sud Est che consentiranno di arrivare nel cuore della festa in modo agevole”.

 Il piano di Ferrovie Sud Est prevede corse da Martina Franca e Lecce ogni 20 minuti a partire dalle ore 15.00 del 16 gennaio e fino alle ore 3.30 del 17 gennaio. L’accensione della Focara sarà trasmessa in diretta da Telenorba e TgNorba 24 a partire dalle 19.45 e in streaming su www.focara.it e sulla pagina ufficiale facebook della Fondazione Fòcara.Presenti a Novoli anche i corrispondenti e giornalisti della stampa estera e nazionale.

Si tratta di una grande festa legata al culto di Sant'Antonio abate, l’eremita egiziano vissuto nel III secolo d.C., considerato il fondatore del monachesimo cristiano. Un legame che risale alla leggenda del santo pronto a inoltrarsi fra le fiamme dell’inferno per contendere al demonio le anime dei peccatori, prerogativa che lo ha reso protettore di tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco. Il culto religioso che si fonde con il rito pagano dell'accensione di un grande falò, una delle espressioni più arcaiche della cultura contadina. Le origini dell’esistenza della fòcara a Novoli sono legate alla presenza dei veneziani; mentre altri la individuano intorno al XV secolo anche prima della richiesta di avere Sant'Antonio come protettore della comunità novolese. In ogni caso è certa la data del Settecento, desumibile da atti comunali.

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