Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Conto del nonno prosciugato, nuovo arresto per direttore e cliente

Pierluigi Porpora, già a capo dell'ufficio postale di Santa Rosa, e Gianluca De Gennaro di nuovo nei guai a distanza di un mese. Prosciugato conto del nonno del secondo. Contestati il furto aggravato e il falso

LECCE – Pierluigi Porpora, 61enne, e Gianluca De Gennaro, 43enne, leccesi, saranno interrogati martedì prossimo, 28 marzo. La notifica è di questa mattina. Il primo, direttore dell’ufficio postale del rione Santa Rosa di Lecce in via Archita da Taranto, il secondo un cliente della filiale, sono finiti nuovamente in arresto e si trovano ai domiciliari per una vicenda che sembra ricalcare le orme  di quella per la quale era scattata un’ordinanza un mese addietro, poi annullata dai giudici del riesame.

La vicenda emersa nelle ultime ore, di fatto, si pone in linea di continuità con prima, in cui si era scoperto che alla base vi sarebbe stata una falsa delega per operare su libretti postali intestati alla nonna di De Gennaro, che sarebbe proseguita anche dopo il decesso della donna.

Il sostituto procuratore Giovanni Gagliotta, infatti, ha richiesto all’aliquota della polizia di Stato della sezione della procura, diretta dal vicequestore aggiunto Antonio De Carlo, di svolgere approfondimenti sulla scorta di quanto emerso nel corso dei primi interrogatori, circa la possibilità di altri movimenti sospetti. Movimenti che, se nella prima  storia si sarebbero attestati attorno ai 30mila euro, in questo secondo filone d’indagine supererebbero quota 82mila euro. E, sulla scorta di quanto scoperto, il pm ha quindi richiesto e ottenuto dal gip Vincenzo Brancato una nuova ordinanza di custodi cautelare.

In questo caso, tutto ruoterebbe attorno al nonno materno di De Gennaro, oggi centenario (97enne all’epoca dei fatti contestati), ricoverato presso una casa di cura per anziani di Lecce.  Vi sarebbe stato, dunque, un passaggio sostanzioso di denaro sul conto intestato dall’anziano a quello di De Gennaro. Un movimento che sarebbe stato svolto direttamente dal direttore Porpora, come confermato da una dipendente, facendo però risultare un prelievo in contanti da parte dell’anziano che non sarebbe mai avvenuto. Come detto, era già all’epoca nella casa di cura e nell’impossibilità di spostarsi. Di fatto, non avrebbe messo piede nell’ufficio.  

Affetto come la sua compagna, seconda moglie, da gravi patologie (lei nel frattempo deceduta), quei soldi sarebbero serviti per l’assistenza dei coniugi. In realtà, quasi del tutto prosciugato il conto in pochi mesi, il grosso sarebbe stato investito nell’acquisto da parte di De Gennaro di un’Audi A7, per circa 40mila euro, oltre che per le proprie attività lavorative. Le accuse anche questa volta sono di furto aggravato e falso.  

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