Contratti di luce e gas a suo nome, ma era in carcere. Scatta denuncia ai carabinieri

La curiosa vicenda di un 42enne leccese: chiama una compagnia per cambiare gestore e scopre che a suo nome sono attive utenze in un'altra casa e con una morosità di 550 euro. Sporge denuncia per truffa

LECCE - Prende il telefono e contatta il servizio clienti di una società del mercato libero per chiedere informazioni su tariffe e modalità del cambio di gestore del servizio di energia elettrica, ma scopre che a suo nome è stata attivata, sin dall’ottobre del 2016, un'altra utenza, per la fornitura del gas, in un'altra abitazione. E per la quale, negli ultimi tre anni, è maturata anche una morosità per 550 euro. Particolare, non certo trascurabile, è quello che il protagonista della vicenda, un 42enne residente Lecce, non avrebbe potuto, nel periodo in questione, attivare nessun contratto essendo detenuto in carcere. La curiosa vicenda è ora finita anche all’attenzione dei carabinieri del comando provinciale di Lecce dove questa mattina l’uomo ha presentato formale denuncia ravvisando di essere rimasto vittima di una truffa.

Tutta la questione è venuta a galla lo scorso 29 novembre quando il 42enne leccese ha contattato telefonicamente una compagnia elettrica per chiedere la possibilità del cambio di gestore per la fornitura attiva nel suo appartamento di residenza. L’operatore telefonico, confrontando i dati anagrafici e delle utenze attive a nome del richiedente, informava il potenziale cliente che oltre al contratto in questione per l’energia elettrica era attivo, a suo nome, anche quello per la fornitura del gas metano presso un’altra abitazione, diversa da quella di residenza. Un fatto insolito per il 42enne che ha deciso di fare un’ulteriore verifica incrociata dalla quale è emerso che nell’altra abitazione (non di sua proprietà e nella quale ha verbalizzato di non aver mai avuto la residenza ignorando anche chi vi possa abitare) oltre all’utenza del gas a suo nome era attiva anche una fornitura di energia elettrica. E per quelle utenze risultavano tra l’altro anche alcune bollette non pagate e una morosità maturata di 550 euro.            

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Contratti attivati a partire dall’ottobre del 2016, o anche successivamente, ma di cui il denunciate non ha mai fatto richiesta come specificato nel corpo della querela presentata in caserma. Anche perché l’uomo non risulta proprietario di quell’immobile, in quella via ha dichiarato di non aver mai abitato, e per il fatto che nel periodo di attivazione dell’utenza lui era ancora a scontare una pena tra i penitenziari di Bologna, Taranto e Lecce. Quindi impossibilitato ad attivare alcun servizio o utenza. Da qui la decisione di presentare la denuncia per truffa al fine di rintracciare i responsabili. Ai militari dell’Arma ora il compito di fare piena luce sulla vicenda.

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