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Venerdì, 27 Maggio 2022
Cronaca

Contributi all'istituto per ciechi in odor di truffa, prosciolti in 21

Non ci sarà alcun processo sui finanziamenti di cui avrebbe beneficiato l’Istituto per ciechi “Anna Antonacci” di Lecce: per tutti reati prescritti. Per sei, accuse infondate

MILANO - Non ci sarà alcun processo sui finanziamenti in odor di truffa di cui avrebbe beneficiato l’Istituto per ciechi “Anna Antonacci” di Lecce. Lo ha deciso questa mattina la gup Fiammetta Modica del Tribunale di Milano (chiamato a decidere per competenza territoriale), che al termine dell’udienza preliminare ha disposto il proscioglimento di tutti e 21 gli imputati per intervenuta prescrizione.

Sei di loro, però, su sollecitazione dei difensori, sono riusciti comunque ad ottenere un verdetto di proscioglimento nel merito delle accuse, "per non aver commesso il fatto". Si tratta del dirigente pro-tempore del servizio politiche sociali della Provincia (fino al gennaio 2014) Gilberto Selleri, 70 anni, di Lecce, e del suo successore Massimo Evangelista, 68, di Lecce, della funzionaria e responsabile del procedimento Elisa Paladini, 52 anni, di Monteroni, e di una dipendente dell’Ente Giuseppina Carluccio, 45, di Otranto; dei due leccesi Giuliana Paciolla, di 38 anni, e Ivan Salvatore Raganato, 43.

Oltre a questi, il rinvio a giudizio era stato chiesto anche per Maurizio Antico, 62 anni, di Galatone, rappresentante legale dell’istituto, e del vicepresidente Antonio Donno, 54, di Lecce.

Tra i progetti “incriminati” c’era quello presentato l’11 marzo 2011 che riguardava “l’attivazione di un centro diurno finalizzato al recupero funzionale, lavorativo e sociale dei minorati della vista affetti da handicap aggiuntivi” per una cifra complessiva di 260mila euro. In realtà, stando alle indagini condotte dagli uomini della guardia di finanza di Lecce, le somme sarebbero state destinate a scopi diversi dal progetto, come quella dell’avviamento di un b&b e affittacamere nello stesso immobile.

Non solo. Antico rispondeva anche di aver ingannato la Regione Puglia, ottenendo 50mila euro nell’ambito del progetto “Handimatica”, allegando in sede di rendicontazione spese non sostenute, perché già finanziate proprio nell’ambito del progetto della Provincia. E ancora l’istituto avrebbe ottenuto sempre dalla Regione contributi per servizi e corsi di formazione che, stando ai riscontri investigativi, non furono mai eseguiti. Accusa questa che tirava in ballo anche altre persone. Stiamo parlando di:  Giovanni Dell’Onze, 57 anni, di Lequile; Filippo Calò, 56, di Tuglie; Roberto Martini, 56, di Lecce; Massimo Cervelli, 39, di Lecce; Patrizia Palumbo, 52 anni, di Lequile; Antonietta Argentiero, 36, di Lecce; Luana Frusi, 36, di Lecce; Valeria Felino, 37, di Taranto; Marina Congedo, 41, residente a Udine; Andrea Fiorucci, 38, di Lecce; Fabio Alessandro Musci, 41, di Lizzano; Domenico Argentiero, 29, di Carovigno; Alessio Zampino, 35 anni, di Merine (frazione di Lizzanello).

A difendere gli imputati ci hanno pensato gli avvocati Luciano De Francesco, Silvio Verri, Anna Centonze, Giuseppe Terragno, Stefano Maggio, Roberto Gualtiero Marra, Andrea Conte, Luigi Suez, Roberta Romano, Americo Barba, Andrea Starace, Cristiano Solinas, Tommaso Stefanizzo, Luigi Rella, Anna Inguscio, Domenico Bitonto, Angelo Masini, Alessandra Liliana Tomasi e Gianfranco Gemma.

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