Cronaca

Contro la violenza sulle donne Lecce ha il suo Centro

Da fanalino di coda a fiore all'occhiello per il contrasto alla violenza su donne e minori. Così, dopo 13 anni di attività sul territorio, nuovo traguardo per il Centro antiviolenza "Renata Fonte"

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LECCE - Da fanalino di coda a fiore all'occhiello per il contrasto alla violenza sulle donne. Dopo 13 anni di attività sul territorio, nuovo traguardo per il Centro antiviolenza "Renata Fonte" di Lecce - riconosciuto con la delibera dell'Ambito sociale di zona, inserito nel Pil come Linee guida Regione Puglia - centro per eccellenza del capoluogo salentino e dell'Ambito territoriale.

Leva che ha contribuito al prestigioso riconoscimento all'associazione onlus "Donne insieme" di Lecce, la ricerca realizzata con l'Università del Salento, Corso di studi in area psicologica della Facoltà di scienze della formazione, ed in particolare modo il servizio di "ascolto telefonico" delle utenti del Centro.

Dalle analisi delle telefonate al numero 1522, si evince che le donne che subiscono violenza nel 70 per cento dei casi sono sposate con figli. E nel 40 per cento per dei casi anche i figli subiscono violenza fisica e psicologica e presentano conseguenze patologiche della situazione di violenza familiare. Altro dato è che il 90 per cento dei casi le donne sono di nazionalità italiana.

Ma qual è la tipologia di violenza sulle vittime? Il rapporto segnala che le donne subiscono abusi e violenze fisiche e psicologiche dal marito o dal compagno, anche tipo sessuale. Il 20 per cento invece subisce violenze anche da parenti, nipoti, zie, cognati. La richiesta è nel 90 per cento dei casi di presa in carico per un aiuto legale e nel 30 per cento di un aiuto psicologico. Solo nel 5 per cento dei casi vi è una richiesta di un luogo dove rifugiarsi".

"Dopo 13 anni è stato raggiunto il primo obiettivo: Lecce non è più considerata fanalino di coda per l'assenza di servizi inerenti il contrasto della violenza su donne e minori - ha detto Maria Luisa Toto, presidente del Centro antiviolenza 'Renata Fonte', che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Carafa.

"Siamo orgogliose che il nostro centro antiviolenza - ha proseguito - è stato tra i dieci centri d'Italia che hanno avuto l'onore di essere stati invitati alla presentazione della bozza del Piano d'azione nazionale, diventato oggi legge dello Stato. L'impegno di questi 13 anni è stato portato avanti con grande tenacia e determinazione e abbiamo dovuto lottare contro l'indifferenza ma anche il pregiudizio. Ma non ci siamo mai arrese perché sapevamo che dovevamo aiutare , tendere la mano e aiutarle a ridisegnare un nuovo progetto di vita".


"Anche noi abbiamo sofferto - ha concluso Maria Luisa Toto - ma oggi siamo orgogliose e felici di potere dire che i nostri servi sono fiore all'occhiello per le genti del nostro territorio. Tredici anni fa tutto questo lo sentivamo un dovere, oggi è la nostra ragione di vita".

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