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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

I forestali in prima linea contro i roghi boschivi: dal primo giugno controlli con droni ed elicotteri

Entro il 31 maggio, i proprietari di terreni, villaggi turistici e campi incolti dovranno attenersi alla normativa regionale, ripulendo le fasce perimetrali di protezione delle aree. Oltre alle sanzioni in caso di fuoco agli scarti vegetali, previsto il carcere in caso di incendi boschivi

LECCE – In cielo e in terra. A partire dal primo giugno, i carabinieri forestali sorvoleranno il Salento per contrastare il fenomeno degli incendi delle aree verdi e accertare che i proprietari di terreni si siano attenuti agli obblighi di legge. I Nuclei di Lecce, Gallipoli, Maglie, Otranto e Tricase eseguiranno un pattugliamento capillare del territorio, con particolare attenzione ai campi incolti, alle zone boschive, alle coltivazioni abbandonate e a quelle aree sulle quali potrebbero essere depositati rifiuti.

La data del primo giugno non è casuale: la legge regionale del 2016 fissa infatti al 31 maggio la scadenza per i proprietari dei terreni alla pulizia obbligatoria lungo tutto il perimetro e per una fascia larga almeno 15 metri, Andrà  dunque rimossa la vegetazione spontanea, potenziale rischio di propagazione del fuoco. La stessa scadenza è valida anche per la realizzazione di fasce di protezione nei terreni a pascolo (almeno 5 metri di larghezza), lungo il perimetro delle superfici e per la manutenzione dei viali “tagliafuoco”, nonché per le scarpate stradali e ferroviarie, sponde di canali e tracciati di acquedotto. Obbligo identico anche per i proprietari e gestori di villaggi turistici e campeggi.

I forestali salentini durante i controlli

Tra le verifiche che saranno condotte dai carabinieri forestali salentini, guidati dal colonnello Ruggiero Capone,  quelle relative alla pericolosa abitudine di appiccare fuoco ai residui vegetali: anche questa pratica è vietata dalla legge regionale, nel periodo compreso tra il primo giugno al 30 settembre. In caso di trasgressione della norma, si rischiano sanzioni fino a mille e 600 euro. E si rischiano implicazioni penali soprattutto in caso di incendi boschivi: se provocato dal gestore di un terreno, è prevista la reclusione da 2 a 5 anni. Da sei a 10 in caso di dolo.

I sopralluoghi, condotti anche tramite i velivoli dell’Arma e i droni, proseguiranno nel corso della stagione estiva per scongiurare i danni registrati lo scorso anno. L’estate nera del 2023 ha infatti visto numerose aree prestigiose dal punto di vista naturalistico essere colpite dalle fiamme: oltre all’inferno di fuoco di fine luglio a San Cataldo, gravi roghi sono divampati anche nelle marine di Ugento e di Gallipoli, facendo scoppiare il panico tra i bagnanti.

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