Autodenunce e oltre 300 multe, ma non basta. Bene nella 167, male a San Pio

Nel complesso la raccolta differenziata è arrivata quasi al 50 per cento. Il personale ispettivo è insufficiente. Risposte differenti nei vari rioni della città

LECCE – Il contrasto al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti è una sorta di battaglia contro i mulini a vento perché con due agenti di polizia locale e quattro ispettori ambientali è molto complicato coprire il territorio urbano.

Eppure sono oltre 300 le sanzioni già comminate ai trasgressori (da 50 a 300 euro) e non sono escluse le denunce all’autorità giudiziaria nel caso in cui si tratti di materiali speciali. Lillino Gorgoni, il dirigente del Comune di Lecce responsabile dell’esecuzione del contratto con Monteco, che si è aggiudicata l’appalto, in una riunione in programma tra due giorni chiederà il varo di una vera e propria task force per aumentare la frequenza dei controlli.

L’estensione del porta a porta a tutti i rioni cittadini – è in corso la distribuzione dei kit domestici e condominiali in zona Ariosto e Mazzini – ha oramai ridotto drasticamente la presenza dei tradizionali cassonetti che diventano la meta più ambita da parte di chi non differenzia i rifiuti o non li conferisce correttamente.

Come detto più volte il nuovo sistema di raccolta ha avuto il merito di far emergere una diffusa evasione tributaria: oltre duemila cittadini si sono autodenunciati – non è possibile infatti ritirare i mastelli senza presentare la ricevuta dell’ultimo pagamento della tassa sui rifiuti -, una trentina sono stati invece segnalati una volta scoperta la loro posizione irregolare. Ma questi sono numeri ancora approssimativi: un quadro più preciso si avrà nei prossimi mesi, quando il passaggio al porta a porta sarà oramai a regime.

Tra numerose difficoltà prosegue dunque la copertura del territorio cittadino: l’auspicio è di eliminare tutti i cassonetti residui entro l’inizio dell’estate. Gli inconvenienti non sono pochi: strada facendo, ad esempio, si è compreso che alcuni edifici, soprattutto nel centro della città, non hanno lo spazio sufficiente per alloggiare i carrellati e sono allo studio ipotesi alternative. Intanto però l’ultimo dato disponibile, quello di marzo, ha portato l’indice di raccolta differenziata al 48 per cento. Un buon risultato considerando che si partiva da un misero 11 per cento.

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Restano notevoli criticità a San Pio, che pure è stato tra i primi a conoscere il nuovo sistema, mentre promettente è l’andamento della raccolta in altre zone popolari come i rioni della 167. Una delle ragioni, oltre alla maggiore attenzione da parte della popolazione residente, potrebbe stare nel fatto che le incursioni di incivili e furbetti vari da zone limitrofe sono praticamente inesistenti. 

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