Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Coordinamento Pro 275 insorge contro cinque sindaci: “Non subiscono quella mulattiera”

Dopo la richiesta avanzata dagli amministratori di Montesano Salentino, Specchia, Andrano, Tricase e Tiggiano per la revisione del progetto chiamato in causa anche nello scandalo che interessa Anas, il comitato rilancia sollecitando i primi cittadini dei comuni direttamente interessati dal tracciato

LECCE – Quella strada s’ha da fare. Il coordinamento Pro 275 sollecita i sindaci del “vero” Capo di Leuca a mobilitarsi affinché, dopo che il Consiglio di Stato avrà stabilito quale deve essere il consorzio esecutore dei lavori, venga finalmente aperto il cantiere per il raddoppio e il rifacimento della strada che parte da Maglie in direzione sud.

La sortita della sigla che raggruppa una serie di associazioni e comitati arriva il giorno dopo la presa di posizione di cinque sindaci – di Andrano Montesano Salentino, Specchia, Tricase e Tiggiano – che hanno chiesto una rivisitazione del progetto sul quale si vanno addensando molte nubi, dopo gli arresti che hanno interessato alti funzionari di Anas e la pubblicazione di intercettazioni in cui la ss 275 viene definita la prossima “bomba”.

A questo aspetto giudiziario il coordinamento non fa accenno, preferendo ricordare che già nel 2011 – nell’ambito di una concertazione tra l’allora ministro agli Affari regionali Raffaele Fitto e il governatore della Puglia, Nichi Vendola – furono recepite rispetto al progetto preliminare “notevoli modifiche strutturali che limitarono sensibilmente l’impatto paesaggistico dell’arteria, soprattutto negli ultimi sette chilometri. Al punto tale che i sindaci, i rappresentanti istituzionali dell’epoca e le associazioni, esultarono per la cosiddetta ‘strada parco’.

Il coordinamento Pro 275 giudica singolare il fatto che gli amministratori di quei cinque comuni “si interessino tanto di ridiscutere il merito degli ultimi venti chilometri, a sud di Montesano, non essendo tra quelli che ne subiscono i disagi e le problematiche” senza risparmiare nemmeno un riferimento critico al consigliere regionale del Pd, Sergio Blasi.

“La statale 275, nel tratto in oggetto, si configura ormai come un centro abitato lineare senza più soluzione di continuità, fatto di case, attività economiche, stabilimenti artigianali, strutture sanitarie, scuole di ogni ordine e grado, chiese e centri storici.  Un inferno quotidiano a ridosso del quale gravita una popolazione di quasi 70mila abitanti che, sommati alle presenze turistiche dei mesi estivi, superano le 150mila unità. Non le popolazioni dei comuni amministrati dai primi cittadini firmatari del documento, che hanno il vantaggio di risparmiarsi quel tratto di mulattiera”.

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