Accudivano animali per 15 ore di fila senza paga e dormendo vicino alle stalle

La task force anticaporalato dei carabinieri ha denunciato un allevatore di ovini e bovini. Due giovani albanesi, irregolari, totalmente sfruttati

Foto di repertorio.

COPERTINO – Entrambi irregolari sul suolo italiano, tanto da non sfuggire alla denuncia, avrebbero subito uno sfruttamento totale. Ovvero, avrebbero accudito bovini e ovini per conto dell’amministratore unico di un’azienda agricola della zona di Copertino, lavorando ininterrottamente per 15 ore di fila al giorno, senza riposi settimanali e retribuzione.

E’ stato l’ennesimo controllo della task forse anticaporalato dei carabinieri (militari del Comando provinciale, del Nil e ispettori dello Spesal, con la compagnia di Gallipoli in supporto, per competenza territoriale) a far venire a galla la triste situazione. A essere denunciato a piede libero, l’allevatore S.A., 71enne.

I due lavoratori albanesi, dunque, sarebbero stati impiegati totalmente in nero. Privi di permesso soggiorno, l’allevatore avrebbe approfittato dello stato di necessità di entrambi, sottoponendoli a condizioni davvero difficili di vita, quasi impossibili.

I militari hanno svolto servizi mirati di osservazione, acquisito prove documentali e, infine, le  dichiarazioni dei due braccianti. Fra le altre cose, sarebbe stata violata la normativa sulla sicurezza e l’igiene sui luoghi lavoro, visto che i due avrebbero trovato alloggio in un dormitorio attiguo alle stalle, in una situazione degradante.

Anche i due, tuttavia, sono stati denunciati a piede libero: L.R. e T.A., rispettivamente di 33 e 21 anni, come detto, non sono in regola in Italia.  Quanto all’allevatore, oltre alla denuncia, ha subito verbali amministrativi per 21mila e 400 euro. E per l’attività imprenditoriale, è stata  anche adottata la sospensione.

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