Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Copertino, secondo i periti il feto era già morto prima del parto cesareo

L'esame autoptico svolto in giornata non ha sciolto i dubbi sulle cause della morte del figlio di una donna di Nardò, ma ha stabilito quanto, con ogni probabilità, era già stato diagnosticato anche attraverso l'ecografia. Per il caso sono sei i medici indagati dalla Procura leccese

L'ospedale di Copertino.

LECCE – E’ stata eseguita nelle scorse ore, dal medico legale Roberto Vaglio e dal professor Pantaleo Greco (docente dell’Università di Foggia), l’autopsia sul feto di una giovane coppia di Nardò che, nei giorni scorsi, ha dovuto fare i conti con la tragica morte del figlio non ancora nato. L’esame autoptico non ha sciolto i dubbi sulle cause della morte, ma ha stabilito che il bimbo era già morto quando la donna era stata sottoposta a parto cesareo. Ipotesi che, con ogni probabilità, era già stata diagnosticata anche attraverso l’ecografia.

Per aver un quadro più chiaro della vicenda bisognerà comunque attendere l’esito degli esami istologici e del quadro clinico della paziente. All’esame autoptico hanno partecipato anche, come consulenti di parte, il medico legale Alberto Tortorella, il ginecologo Andrea Tinelli e il medico legale Paolo Pati.

Sono sei i medici (cinque in servizio presso l’ospedale “San Giuseppe da Copertino” e una ginecologa che opera in ambito privato) iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta dal magistrato titolare del procedimento, il sostituto procuratore Roberta Licci. Il pubblico ministero ha già provveduto a far acquisire la documentazione medica della paziente. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Francesco Calabro, Andrea Starace e Luigi Covella.

Secondo quanto denunciato dalla coppia, che tramite il proprio legale, l’avvocato Massimo Muci, ha presentato un esposto presso la Procura della Repubblica di Lecce affinché venga fatta piena luce sulle cause che hanno provocato la morte del feto, lo scorso 30 giugno la donna, una 36enne di Nardò all’ottavo mese di gravidanza, accusa una serie di forti contrazioni e piccole perdite che la costringono a recarsi in ospedale.

La donna, visitata presso l’ospedale “San Giuseppe da Copertino”, e sottoposta alle prime indagini strumentali, viene dimessa. Due giorni dopo la donna si reca dalla propria ginecologa che, dopo aver letto i referti medici, non rileva particolari problemi. Giovedì sera, però, la 36enne accusa nuovi dolori e si reca d’urgenza in ospedale. Il medico di turno, costatata l’urgenza e delicatezza del caso, ne dispone l’immediato trasferimento presso la divisione di Ginecologia dove il medico specialista di servizio prende in cura la donna che la sottopone a visita e procede ai controlli che evidenziano un quadro clinico piuttosto grave. La gestante viene quindi sottoposta a un parto cesareo, ma per il piccolo non c’è più nulla da fare.

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