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Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca Gallipoli

Dopo il coro “quella donna là fa la pornostar”, otto tifosi finiscono al banco degli imputati

Si chiude con una citazione diretta a giudizio l’inchiesta sulle offese indirizzate alla presidentessa del “Gallipoli Football 1909”, Paola Vella, il 20 febbraio del 2022, nello stadio “Antonio Bianco”

GALLIPOLI - Saranno in otto a rispondere dal banco degli imputati dei cori sessisti di cui è stata vittima la presidentessa del “Gallipoli Football 1909”, Paola Vella, che al momento del fatto, non era tra gli spalti e apprese la notizia solo il giorno dopo da amici e conoscenti. 
A seguito della denuncia sporta attraverso il suo avvocato di fiducia Arcangelo Corvaglia, furono avviate le indagini, coordinate dal pubblico ministero Luigi Mastroniani, che avrebbero così consentito di individuare chi intonò quegli insulti contro di lei, durante il match tra “la Asd Città di Gallipoli” e lo “Spartan Legend Ginosa” del campionato Promozione Puglia girone D del 20 febbraio del 2022.
Nello stadio “Antonio Bianco”, furono lanciate una serie di offese del tipo “quella donna là fa la pornostar” e apparve anche uno striscione con su scritto “Vella, lavati la bocca” nel settore dei tifosi gallipolini.
“Non è possibile che ancora oggi una donna venga sommersa di insulti sessisti ed epiteti ingiuriosi per il solo fatto di essere una donna in un ambiente prettamente maschile. Né ritengo sia possibile far finta di nulla e andare oltre un fatto che mi ha segnato profondamente e che ha minato anche la tranquillità e la serenità della mia famiglia e dei miei affetti per fatti talmente incresciosi che non dovrebbero mai verificarsi né in un campo di calcio né in nessun altro luogo. E non è più pensabile neanche tentare di sminuire o ridimensionare le offese sessiste, gratuite e vergognose poste in essere declassificandole a mera espressione di ignoranza”, dichiarò la vittima nella denuncia.
“Nonostante i numerosi attestati di vicinanza, solidarietà e di stima da parte di amici, conoscenti, colleghi e comuni cittadini, la vicenda mi ha lasciato sinceramente sconvolta poiché ancora oggi, a distanza di tempo, non riesco a trovare una singola ragione (che non potrebbe comunque mai costituire una giustificazione) che abbia potuto scatenare un attacco di odio tanto violento nei miei confronti. Mediante questi atti barbari è stata offesa nel profondo della dignità di donna, madre, moglie, professionista e sportiva”, sostenne ancora Vella che ora si potrà costituire parte civile al processo.
La prima udienza è attesa per il 10 giugno davanti alla giudice Giovanna Piazzalunga.
 

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