Cronaca

Addio al Corpo forestale dello Stato: 53 agenti del Salento diventano carabinieri

Con la "Riforma Madia", gli uomini che operano nei comandi e nei distaccamenti del Salento diventano a tutti gli effetti dei carabinieri. Ma non dipendono dal comando provinciale di Lecce

Le auto dei carabinieri forestali

LECCE - Ritrovarsi militari senza esserlo mai stati è possibile: basti pensare agli (ex) agenti del Corpo forestale dello Stato che, dal primo gennaio del 2017, confluiscono nell’Arma. L’auto resta verde, almeno quella, ma riporterà la scritta “carabinieri”. Così la razionalizzazione delle forze di polizia di cui si parla circa da due anni, nell’ambito della “Riforma Madia”, dall’omonima ministra e poi materializzatasi con legge la numero 124 del 7 agosto del 2015, prende davvero piede. Secondo un cronoprogramma, compatibile con il tempo necessario per cambiare uniformi e stemmi all’esterno delle sei stazioni salentine, anche i 53 uomini e donne in servizio in provincia di Lecce diventano, a tutti gli effetti, carabinieri.

Allinearsi con le direttive nazionali sarà, ovviamente, un processo piuttosto lungo e articolato anche qui. Ma le avvisaglie del cambiamento ci sono già: basta telefonare al numero dell’ex comando provinciale del Corpo forestale dello Stato e, dall’altra parte della cornetta la risposta sarà: “Buonasera, gruppo carabinieri forestale”. La novità, a quanto pare, si comincia già ad assimilare. Che cosa cambierà nel Tacco? Poco o nulla, nella sostanza. Stando a quanto dichiarano carabinieri di ogni grado e specializzazione, i giovamenti dovrebbero però esserci nelle attività in loco e nel contrasto ai reati ambientali. Maggiore collaborazione e sinergia, più informative e operazioni congiunte, come già avviene con reparti speciali come il Noe e il Nil, dovrebbero portare a un’efficienza maggiore nel Salento.

I "vecchi" comandi diventano così caserme, alcune hanno già gli stemmi dell’Arma all’esterno. Si tratta di quelle di Lecce, Tricase, Gallipoli, Porto Cesareo, Otranto e Maglie e del distaccamento di San Cataldo, che dipende però da Martina Franca. Non è dato sapere che cosa accadrà in futuro, via via che la riconversione sarà eseguita. Non è però escluso che possa anche esservi un riassetto delle strutture del Salento che ospitano le caserme. In un posto in cui si trova sia una stazione dei carabinieri “ordinari”, sia una dei carabinieri forestali, si potrebbe giungere a far convergere le due realtà in un unico edificio, con un risparmio sostanziale. Si tratta soltanto di un’ipotesi, per ora. Di certo c'è che si andrà incontro a una sorta di "osmosi" tra i reparti: acluni militari si specializzeranno in determinate mansioni, come le aree vincolate, altri passeranno in altri gruppi di lavoro come quello del Noe. Si tratta soltanto di un esempio, ma sembra essere questo lo scenario plasubile.

Fatta eccezione per una crescente interazione tra i vari reparti, le competenze resteranno le stesse di prima,  né sono previsti aumenti di uomini o mezzi. La novità consiste nella maggiore specializzazione della figura del carabiniere forestale. Già a partire dai prossimi concorsi per entrare nell’Arma, infatti, bisognerà specificare la mansione a cui si aspira. Per diventare militare forestale, sarà previsto sia il corso “base” da carabiniere, sia un’ulteriore specializzazione e una gavetta decennale a livello nazionale. La presunta riduzione dei costi, sulla quale la ministra ha fatto leva, ancora si stenta a percepire: basti pensare che le auto a disposizione dei “carabinieri forestali” non sono state verniciate. Ridipingerle tutte, infatti, avrebbe costretto l'amministrazione pubblica a costi esorbitanti. Si è preferito contenere le spese lasciando i mezzi già in uso agli ex agenti, “appiccicando” sulla carrozzeria la scritta “carabinieri”. Idem per ciò che riguarda le uniformi: le divise saranno infatti le stesse, ma con l’aggiunta della spilletta verde sulla tasca anteriore. I nuovi carabinieri forestali salentini manterranno il proprio grado secondo il normale principio dell’anzianità e della specializzazione, così come avviene anche nell’Arma.

Non cambierà nulla. Quello che si spera, semmai, è un aumento della lotta ai reati ambientali, che ha causato non poche grane al territorio martoriato del Tacco. Il ruolo principale sarà sempre quello di tutelare le aree boschive e quelle sottoposte a vincolo paesaggistico, contrastare il fenomeno dell'abusivismo edilizio e sequestrare tutte le discariche improvvisate sui terreni e le campagne di Lecce e provincia. I militari, però, non dipenderanno dal comando provinciale di via Lupiae. Con la riforma, infatti, è stato istituito un “contenitore” centrale, a Roma, che è il Comando carabinieri per la tutela forestale, ambientale ed agroalimentare. Da lì si snoderanno tre branche: quella degli ex agenti della forestale, il gruppo Tutela territorio e ambiente (tra cui i militari del Noe, il Nucleo operativo ed ecologico”) e, infine, una sezione dedicata alle Politiche agricole.

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