Migranti, Cri monta tensostruttura nella Masseria Ghermi. Polemica dal corpo militare

Ce l’hanno con la legge del 2012, la quale affida ai volontari compiti che invece spetterebbero al personale militare della Croce rossa

La tensostruttura allestita nelle ultime ore

LECCE – Ci si attrezza per l’ospitalità dei migranti nel Salento. Sia nella giornata di sabato, che ieri, i volontari della Croce rossa italiana hanno montato una tenda di grosse dimensioni – larga 10 metri e lunga 25 – presso la Masseria Ghermi, nel tratto finale di via Adriatica, fra Lecce e Surbo. La tensostruttura è destinata alla distribuzione e al consumo dei pasti per i cittadini stranieri che saranno ospiti del centro e che ormai raggiungono circa le 200 unità.  L’operazione di montaggio è stata affidata a circa venti volontari civili della Cri, provenienti da diversi comitati provinciali della Puglia, a supporto dei quali sono anche intervenuti, otto militari effettivi e volontari della Croce rossa italiana proveniente dal reparto operativo pronto impiego di Bari.

Montaggio 4-2I lavori sono potuti iniziare solo dopo le 12  di sabato e si sono protratti fino alla tarda serata, per poi riprendere la mattina successiva. Il problema è stato che, nella mattinata di domenica, sono rimasti in dieci. I referenti militari della Cri, senza farsi prendere dallo sconforto, si sono rimboccati le maniche e hanno lavorato duramente per ultimare l’opera di montaggio che ancora richiedeva molte ore di lavoro. Il lavoro è stato ultimato alle 15, con grande soddisfazione.

“L’episodio in sé – fanno sapere i portavoce del corpo militare-  per quanto possa sembrare secondario, in realtà, è una goccia nel mare delle attività svolte dal corpo militare cri, e ancora una volta dimostra quanto sia stata  scellerata la Legge 178/2012 (governo Monti), la quale prevede di affidare al solo personale volontario gli incarichi e i servizi propri del corpo militare, causando così, come in questa occasione, disordini e disservizi in situazioni sempre più critiche e delicate, quali ad esempio, il fenomeno migratorio, che invece richiederebbero un dispendio di forze sempre più ragguardevoli e soprattutto personale formato e specializzato”.

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