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Corruzione, due anni e quattro mesi all’ex appuntato dei carabinieri di Porto Cesareo

Emessa la sentenza nel processo ordinario nato dall’inchiesta sul furto d’armi avvenuto nel luglio del 2014 nella caserma del posto fisso del Corpo forestale dello Stato nella marina leccese di San Cataldo. Inflitte quattro condanne

LECCE - Arriva il verdetto nel processo ordinario partito dall’inchiesta sul clamoroso furto d’armi avvenuto la notte tra il 13 e il 14 luglio del 2014 nella caserma del posto fisso del Corpo forestale dello Stato a San Cataldo (marina di Lecce).

Le indagini condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo consentirono non solo di risalire ai responsabili del colpo (già giudicati con riti alternativi), ma di accertare anche altre attività illecite, legate allo spaccio di stupefacenti e alla corruzione.

Proprio per quest’ultimo reato era finito al banco degli imputati Fernando Aronne, 58 anni, di Nardò, appuntato scelto dei carabinieri in servizio a Porto Cesareo all'epoca dei fatti. Per lui, che rispondeva anche di accesso abusivo al sistema informativo, per il quale la Procura aveva invocato quattro anni, il verdetto è stato di due anni e quattro mesi di reclusione.

Questi gli episodi finiti al vaglio del collegio della seconda sezione penale del tribunale di Lecce, presieduta dal giudice Fabrizio Malagnino: il militare avrebbe raccolto informazioni su un’auto, una Fiat Punto, per verificare se fosse in dotazione all'Arma, per conto di altre persone coinvolte nella stessa inchiesta; avrebbe ricevuto una giara antica in terracotta per non aver proceduto a una contravvenzione per mancata copertura assicurativa, e una carabina ad aria compressa da Kristian Rocchino Torsello, 44 anni, di Porto Cesareo, e dalla moglie Melissa Romano, 42 di Porto Cesareo, per aver gestito la procedura di revoca del divieto di detenzioni di armi che riguardava il primo, pluripregiudicato.

Anche la coppia è stata condannata: lui a due anni di reclusione (a fronte di un anno e quattro mesi chiesto dal pm), lei a un anno e quattro mesi, col beneficio della pena sospesa (la richiesta era di un anno).

La sentenza ha inoltre riconosciuto con la condanna a sette anni e mezzo di reclusione, più la multa di 50mila euro (la richiesta era di sette anni), la responsabilità di Roberto Napoletano, 34 anni, di Squinzano, in merito a due episodi legati alla cessione e alla detenzione di droga avvenuti nell’agosto 2014: 30 grammi di cocaina per 1.800 euro, e 10 grammi di cocaina per 650 euro.

Le motivazioni del dispositivo saranno depositate entro sessanta giorni.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Stefano Pati, Giuseppe Bonsegna, Stefano Prontera e Antonio Savoia.

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