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Cronaca Scorrano

Corruzione elettorale, pacchetti di voti acquistati per le regionali: le intercettazioni

Racconta l’inchiesta che sarebbe stato quantificato il prezzo di ogni singola preferenza: su Aradeo, l’assessore Totò Ruggeri avrebbe dato 6mila euro per 120 voti in favore del candidato Mario Pendinelli; su Gallipoli, invece, l’offerta sarebbe stata di 10mila euro per 75 voti

SCORRANO - Tornato alla guida di Scorrano, neppure un mese fa, Mario Pendinelli, 57 anni, di Lecce, è stato travolto dall’inchiesta giudiziaria che ieri è sfociata nel blitz della guardia di Finanza di Otranto.

Oltre alla vicenda relativa al ripristino dell’arenile del lido Atlantis, collocato in zona Porto Craulo (di cui si è data notizia in un precedente articolo), il primo cittadino risponde anche di corruzione elettorale in concorso con l’ex senatore e assessore regionale Totò Ruggeri, ai domiciliari da ieri nell’ambito dello stesso procedimento.

In particolare, Pendinelli, candidato nella lista “Popolari con Emiliano”, in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Puglia ed elezione diretta del presidente, svolte il 20 e il 21 settembre del 2020, anche tramite l’assessore, avrebbe offerto denaro ai referenti politici in diversi comuni del Salento per comprare pacchetti di voti.

Racconta l’inchiesta che sarebbe stato persino quantificato il prezzo di ogni singola preferenza: per esempio, su Aradeo, Ruggeri avrebbe dato ben seimila euro a due intermediari con la promessa di ottenere in cambio un totale di circa 120 preferenze per il suo pupillo; su Gallipoli, invece, l’offerta sarebbe stata di 10mila euro per 75 voti.

A fare riferimento a questi importi sono proprio i due indagati nei colloqui intercettati dai finanzieri, mentre commentavano i risultati della tornata elettorale, nell’ufficio dell’ex senatore.

Questo si lamentò dell’insoddisfacente numero di preferenze ottenute ad Aradeo e raccontò a Pendinelli di aver “tirato le orecchie” ai due uomini con cui aveva siglato l’accordo e di aver detto loro: “… quanti voti ha preso Mario… 40? (bestemmia, ndr) vi dico una cosa… diciamo che a tutto oggi mi è costato 150 euro a voto… io ti ho dato 6mila euro… 6mila per portare Mario… tutto a posto. Tutto a posto, tutto a posto (bestemmia, ndr)”. E ancora: “Quando sulla base di questo tu gli dai 6mila euro… perlomeno…perlomeno eh… non dico 50 euro a voto… mi devi dare 120 voti”.

In un successivo scambio di battute, Ruggeri riferì che le cose erano andate diversamente nel gallipolino: “Non posso dire nulla di quel ragazzo di Gallipoli, perché è vero che ho chiuso per 150…e gli ho dato Parente… ed è uscito 75 voti Pendinelli insieme a Parente… 75 voti Parente… che non lo conosceva nessuno… perciò non posso dire che questo non è andato”. Affermazione rispetto alla quale Pendinelli replicò: “Sì però Totò adesso mo… cioè tu non puoi fare una campagna elettorale così quando la struttura… cioè tu ti dissangui per prendere 75 voti e tutta la struttura tua non ti dà voti… cioè così…”.

Nonostante le doglianze, Pendinelli si classificò al terzo posto, nell’ambito della coalizione a supporto di Emiliano, per numero di voti ricevuti complessivamente (5.103), ottenendo così l'incarico.

“Pendinelli è una creazione politica di Salvatore Ruggeri. E’ persona che si è rivelata a sua incondizionata disposizione per la gestione degli affari privati di Ruggeri come anche agli affari di rilievo pubblico non esitando ad assecondarne all’occorrenza i metodi e logiche illecite. Il tornaconto personale e politico elettorale è stato coltivato pregiudicatamente sin dalla fase genetica della sua investitura popolare”, queste le conclusioni alle quali è giunta la giudice Simona Panzera che, dopo aver valutato gli elementi raccolti attraverso le indagini coordinate dal pubblico ministero Alessandro Prontera, ha disposto nei suoi riguardi l’obbligo di dimora.

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