Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Inchiesta Favori&Giustizia, confermati i domiciliari a Narracci

Il gip rigetta l’istanza di revoca della misura del dirigente generale della Asl e non concede al primario Rollo la possibilità di tornare a lavorare

LECCE - Negata ancora una volta la libertà a Ottavio Narracci, il dirigente generale della Asl di Lecce ai domiciliari dal 6 dicembre nell’ambito dell’inchiesta su uno scambio illecito di favori con il pubblico ministero salentino Emilio Arnesano.

Il gip (giudice per le indagini preliminari) del Tribunale di Potenza Amerigo Palma ha respinto la richiesta di revoca della misura avanzata nei giorni scorsi dai suoi avvocati (Ubaldo Macrì e Giangregorio De Pascalis).

Proprio qualche giorno fa, il dirigente, su invito della Procura di Potenza, aveva sostenuto un interrogatorio, rispondendo alle domande del procuratore Francesco Curcio e del sostituto Veronica Calcagno. Stando alle indagini, Narracci avrebbe beneficiato del sostegno del magistrato Arnesano nel processo per peculato e abuso d’ufficio terminato con la sua assoluzione.

Tra gli altri medici finiti ai domiciliari nell’ambito della stessa inchiesta c’è il primario di ortopedia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce Giuseppe Rollo, al quale pure, nei giorni scorsi, il giudice ha negato la libertà e anche la possibilità di tornare a lavorare, nonostante gli avvocati difensori (Ladislao Massari e Renata Minafra) avessero cercato di dimostrare con la documentazione prodotta la necessità della presenza del chirurgo nel reparto.

Ha invece ottenuto la possibilità di tornare a svolgere l’attività professionale (in ambulatorio e svolgendo visite a domicilio, così come richiesto dagli avvocati Stefano Chiriatti e Luigi Suez) il primario di neurologia del “Fazzi” Giorgio Trianni, anche lui ai domiciliari. Per l’accusa, il medico avrebbe ottenuto la richiesta di archiviazione per una piscina abusiva (istanza revocata nei giorni scorsi dalla stessa Procura di Lecce) da parte del magistrato Arnesano, in cambio del pagamento di due battute di caccia (il 23 febbraio e il 24 marzo del 2018), dal costo di 700 euro l’una, in Basilicata, organizzate dall’amico Carlo Siciliano (il direttore del dipartimento di medicina del lavoro e di igiene ambientale della Asl di Lecce anche lui tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare).

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