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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Mazzette per 4mila euro dal clan, domani il consigliere Guido davanti alla giudice

Si terrà domani mattina l’interrogatorio di garanzia del politico leccese, ai domiciliari da cinque giorni con l’accusa di corruzione aggravata dall’aver agevolato un sodalizio camorristico

LECCE - Si terrà domani mattina l’interrogatorio di garanzia del consigliere comunale Andrea Guido, 44enne leccese, ai domiciliari da cinque giorni con l’accusa di corruzione aggravata dall’aver agevolato un sodalizio mafioso, in particolare quello camorristico dei Moccia.

Il confronto con la giudice del tribunale di Napoli Maria Luisa Miranda che ha autorizzato il suo arresto si svolgerà in video conferenza, alle 12, nella caserma dei carabinieri di San Cesario, alla presenza dell’avvocato difensore Ivan Feola.

andrea-guido1-2-2-2Il politico leccese – ammesso non decida di avvalersi della facoltà di non rispondere che pure gli è concessa - avrà modo di respingere gli addebiti contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nell’ambito di una maxi inchiesta con 84 indagati. In particolare, la Procura partenopea lo accusa di aver intascato complessivi 4mila euro (sebbene la somma inizialmente concordata sarebbe stata di 5mila), in due tranche, tra l’aprile e l’agosto del 2017, quindi negli ultimi mesi del mandato (terminato a fine luglio) di assessore all’Ambiente nella giunta dell’ex sindaco Paolo Perrone.

Il denaro sarebbe stato erogato da Francesco di Sarno, 50enne di Napoli, ritenuto dagli inquirenti braccio economico del clan Moccia, per ottenere il servizio di raccolta dell’olio di origine alimentare esausto a Lecce e negli altri comuni che rientravano nel consorzio ARO 1. In questo modo, sarebbe stata esclusa la Isalppower oli srl di Martena Gianfranco che, in collaborazione con la Monteco, aveva gestito fino a quel momento la raccolta presso l’isola ecologica nel capoluogo salentino.

A fare da intermediari tra il capo e Guido sarebbero stati Mario Salierno, 44enne di Napoli, e Giuseppe D’Elia, 55enne di Novoli. Quest’ultimo, racconta l’inchiesta, per i suoi servigi, avrebbe ricevuto un orologio Rolex, degli occhiali e 500 euro.

Ad accertare l’accordo corruttivo sono stati i carabinieri del Ros attraverso le intercettazioni dei colloqui tra gli indagati e con servizi di osservazione.

Anche per D’Elia (ai domiciliari), è previsto per domani l’interrogatorio di garanzia. A difenderlo ci penserà l’avvocato Gabriele Valentini.

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