Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Omicidio Camisa: confermate in Cassazione le condanne per i due amanti assassini

Nel luglio del 2007 un giovane copertinese venne assassinato con 26 coltellate. La Suprema Corte ha confermato il verdetto maturato in appello: 16 anni e mezzo per la compagna, 30 anni per l'amante, ritenuto l'esecutore materiale

ROMA – Diventano definitive le condanne per i due imputati nel processo per l'omicidio premeditato del copertinese Brizio Camisa, avvenuto nelle campagne tra San Pietro in Lama e Copertino nel luglio del 2007. La Corte di Cassazione ha, infatti, confermato la pena nei confronti di Gabriella Leone, la donna condannata in appello a sedici anni e sei mesi di reclusione, e a 30 anni per il suo amante, Mario Tartaglia (ritenuto l’autore materiale del delitto). Nei confronti dei familiari della vittima, costituitisi parte civile con l'avvocato Anna Maria Ciardo, i giudici hanno disposto un risarcimento di 10mila euro.

I due avrebbero attirato Camisa in un casolare abbandonato con una scusa e lo avrebbero massacrato con ventisei coltellate. Una vicenda “tanto grave quanto triste, maturata in un contesto sociale, culturale ed affettivo molto degradato”. L’imputata si sarebbe, infatti, legata sentimentalmente a un pericoloso e violento pregiudicato (la vittima dell’omicidio), che per anni l’avrebbe costretta a prostituirsi, lucrando sui proventi di tale attività. Dopo aver conosciuto Tartaglia, avrebbe cercato invano di “emanciparsi” dal precedente compagno, il quale, anziché rassegnarsi alla nuova relazione, avrebbe compiuto gravi atti di intimidazione, diretta e indiretta, contro l’imputata e il rivale.

Gabriella Leone.-3-2La Leone fu arrestata in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere emessa del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce il 21 luglio 2008. Il giudice aveva poi accolto, con ordinanza del 19 settembre 2008 (non impugnata dal pubblico ministero) il ricorso del legale della donna, e aveva disposto la sostituzione Mario Tartaglia.-3-2della misura con gli arresti domiciliari. Dopo l’entrata in vigore del decreto-legge n. 11 del 2009 (il “pacchetto sicurezza”), il pubblico ministero aveva chiesto e ottenuto il ripristino della custodia cautelare in carcere.

Oggi, con la sentenza della Suprema Corte, si chiude l’ultimo capitolo di una vicenda maturata in un ambiente complesso e degradato, fatto di torbide passioni, violenze, soprusi e una speranza di riscatto macchiata di sangue e morte.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Omicidio Camisa: confermate in Cassazione le condanne per i due amanti assassini

LeccePrima è in caricamento