Cronaca

Terreni colpiti da Xylella e gasdotto Tap, pronuncia della Corte Costituzionale

Per la legge regionale solo alcune opere pubbliche posso giustificare l'esenzione dai vincoli di destinazione, ma per i giudici quelle private non possono essere penalizzate

Un albero abbattuto nel cantiere Tap di San Basilio.

LECCE – Salento chiama Roma con la lettera sottoscritta da 94 sindaci per chidere la sospensione delle attività nel cantiere Tap e Roma risponde con le parole perentorie del ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda e con quelle, da valutare con attenzione, della Corte Costituzionale.

I giudici hanno infatti dichiarato illegittimo il terzo comma della legge regionale del 2016 che impone l'immutabilità della destinazione d'uso per sette anni sui terreni agricoli colpiti dal batterio della xylella nella parte in cui non prevede anche per le opere private di interesse nazionale le eccezioni previste per le "opere pubbliche prive di alternativa localizzativa e necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente".

Per i legali della Regione Puglia la Corte ha sostanzialmente imposto una modifica – cioè l’inclusione delle opere private – e questo non inciderebbe sulla vicenda del gasdotto perché, pur trattandosi di opera privata (sebbene considerata di pubblica utilità e per questo considerata strategica dal governo), certo non è finalizzata alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. Bisogna ricordare che davanti alla Corte Costituzionale pende anche un giudizio relativo al conflitto di attribuzioni tra Stato e Regioni proposto dalla Puglia e relativo all’iter che ha portato all’individuazione del sito di approdo senza la Regione potesse far valere il suo diniego ufficiale.

Il comma 3

La legge pugliese, al comma 3, specifica anche una serie di condizioni propedeutiche all’eccezione e tra queste che l’opera sia coerente con altre ad essa connesse indispensabili per il suo esercizio: dalla teoria alla pratica, se il Tap per funzionare deve essere congiunto con il punto di distribuzione della rete nazionale a Mesagne e il metanodotto di Snam è ancora in fase autorizzativa, allora Tap non può godere ancora di quella esenzione dai vincoli.  

Il governo nazionale aveva impugnato la legge, ritenendo che fosse ostruzionistica rispetto alla realizzazione del gasdotto sulla quale oggi è tornato a esprimersi anche il ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, nel corso di un question time, rispondendo alle sollecitazioni di Diego De Lorenzis del M5S e di Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Possibile. L’esponente dell’esecutivo Gentiloni ha ribadito che il gasdotto è considerato strategico per gli interessi comunitari e italiani e che deve essere realizzato nei tempi concordati.

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