Cronaca

Corte dei conti, nel 2012 maglia nera alla sanità pugliese per presunti illeciti

S'è tenuta a Bari l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Il procuratore regionale Lorusso, nella sua relazione, ha elencato fra gli episodi salienti diverse inchieste sull'Asl, con relativi possibili danni erariali

L'interno di un ospedale.

BARI – Si è tenuta questa mattina alle 10, a Bari, presso l’aula d'udienza della sezione giurisdizionale di via la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario 2013 della Corte dei conti regionale. Il presidente della sezione giurisdizionale per la Regione Puglia, Eugenio Schlitzer, ha tenuto la relazione sull'attività svolta nel 2012, seguita da quella del procuratore regionale, Francesco Lorusso.

Vari i punti che Lorusso ha toccato, nel suo rendiconto, fra cui la finanza pubblica. Ritenendo che non prolifico sia stato, sotto questo profilo, il legislatore regionale pugliese. “Se si eccettuano cinque leggi dedicate ad argomenti ugualmente importanti, come la repressione dell’abusivismo edilizio, la protezione dell’ambiente, le fonti di energia rinnovabile e la gestione dei rifiuti, e un’altra, concernente il riordino dei Consorzi di bonifica – ha detto, due sole, hanno rispettivamente riguardato il contenimento dei costi della politica, rimodulando le indennità e i trattamenti di fine mandato dei consiglieri, nonché i bilanci di previsione, annuale per il 2013 e pluriennale per gli anni 2013/2016”.

“Nella seconda – ha sottolineato Lorusso - si prevede, tra l’altro, di ridurre il carico fiscale, con l’abbassamento delle aliquote dell’addizionale Irpef, per gli scaglioni di reddito più bassi, l’esenzione dalla tassa automobilistica per i veicoli ecologici e la soppressione delle tasse sulle concessioni per le attività turistiche ed alberghiere”.

“Nel contempo – ha proseguito il procuratore regionale - sono intervenute ben cinque sentenze del Giudice costituzionale, che hanno dichiarato l’incostituzionalità di varie norme della legislazione regionale. Le prime tre – ha ricordato - riguardano la controversa materia del personale, ovverosia i meccanismi elaborati per il relativo trasferimento da società di diritto privato, ancorché a partecipazione regionale, negli uffici di quella stessa pubblica amministrazione, senz’aver previamente esperito, in violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione, procedure concorsuali; peraltro, già riservate, per avanzamenti di carriera, solo a dipendenti interni”.

La quarta – ha sottolineato - ha cassato la preclusione imposta alle singole Aziende sanitarie, a stipulare accordi con strutture extra regionali, per prestazioni riabilitative domiciliari, in palese lesione della libertà di cura, di cui all’articolo 32 della Costitituzione. La quinta – ha aggiunto - ha eliso l’impignorabilità dei fondi dei Consorzi di bonifica, con l’annessa nuova ipotesi di nullità dei corrispondenti atti d’esecuzione forzata, per aver invaso la competenza legislativa statale, in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione”.

“Ciò nondimeno – ha proseguito Lorusso -, nel 2012, la Giunta regionale ha provveduto a completare il piano di rientro dal disavanzo sanitario, a suo tempo concordato con il Governo centrale, attraverso soprattutto il riordino della rete ospedaliera pugliese, e a rinegoziare con Merril Lynch (come già operato da Aqp), in margine all’indagine nel frattempo esperita dal pm penale e dei correlati provvedimenti cautelari ivi adottati, i due bond o derivati di 870 milioni di euro, stipulati tra il 2003 e il 2004”.

Lorusso, poi, ringraziando il prezioso contributo della guardia di finanza e degli altri corpi di polizia, ha menzionato le varie indagini, alcuni ancora in atto “che hanno riguardato episodi salienti di pessima amministrazione”.

Fra questi, nella lunga lista menzionata da Lorusso, spiccano in molti casi eventi che hanno a che fare con la sanità. Ad esempio “presunte anomalie riscontrate nelle procedure di acquisto di artroprotesi, presso un’unità operativa di ortopedia di un ospedale della provincia Bat”, o “fatti corruttivi commessi da un infermiere, a favore di sodalizi mafiosi, nello svolgere i propri compiti di servizio”.  E ancora, “illecito utilizzo di un’autovettura di servizio, da parte di un dirigente sanitario di un’altra Asl”. E poi “irregolarità commesse da un medico, nell’attività di sala operatoria e assistenza sanitaria, di un’unità operativa di neurochirurgia di un’Azienda ospedaliera” e “presunti illeciti per la corresponsione ad alcuni dirigenti di Asl dell’indennità supplementare”.

Nella sua relazione, Lorusso s’è soffermato dunque spesso su presunte mancanze in tema sanitario, tanto da inserirne molte nella lista delle “fattispecie di illeciti amministrativo-contabili reputati più interessanti, quanto all’eventuale sussistenza di danni erariali, e che nel 2012 hanno perciò meritato particolare attenzione”.

Ad esempio, il “progetto Apotheke, ossia il sistema di acquisizione e distribuzione dei farmaci inseriti nei prontuari Ph-T, a prescindere dalla vigente legge n. 405/2001”, o i “numerosi e gravi illeciti perpetrati in diverse Asl della regione, per tangenti e truffa nel commercializzare protesi ortopediche e nel fornire apparecchiature elettromedicali”. E ancora “associazione a delinquere finalizzata a compiere numerosi reati contro la pubblica amministrazione, in termini di corruzione, truffa aggravata, turbativa d’asta e falsità ideologica in atti pubblici, tra privati convenzionati e dirigenti di un’Asl”.

Il procuratore regionale della Corte dei conti ha poi menzionato “accreditamenti di residenze sanitarie assistite ottenuti dalla Regione Puglia, pur in assenza dei requisiti stabiliti dalla legge” e “difformità riscontrata, tra le varie Asl, nei prezzi delle forniture del medesimo materiale ospedaliero, con differenze pari a circa 20 milioni di euro”. Passando, quindi, a “gravi irregolarità commesse da primari e dirigenti medici, in ordine sia alla mancata fatturazione di prestazioni eseguite in regime di intramoenia e sia alla falsificazione di modelli di chiamata di pronta disponibilità”.

Citati, inoltre, un “irregolare affidamento dell’appalto, per il servizio assicurativo negli ospedali delle aziende sanitarie locali, ad una società privata”, “illiceità commesse da alcune società nello smaltire rifiuti ospedalieri”, “irregolarità nella stipulazione del contratto di noleggio di una pet mobile, successivamente prorogato”, “truffe commesse da diversi farmacisti nel rimborso dei medicinali”, “illegittima gestione di servizi informatici affidati da una Asl ad una società

Privata” e “ipotesi di danno erariale verificatosi in un’Asl, per la superfatturazione del servizio 118 prestato da una Cooperativa a tanto incaricata”.

Senza, ovviamente dimenticare altri importanti eventi sui quali si è posata la lente degli investigatori, come “l’inchiesta penale sulla gestione politico-amministrativa di un assessorato regionale, con ipotesi di associazione a delinquere, finalizzata alla corruzione, concussione, voto di scambio, truffa e illecito finanziamento ai partiti” o la “truffa aggravata, per conseguire pubbliche erogazioni, commessa da amministratori di una società pubblica di trasporti, nella compravendita di carrozze ferroviarie” e, ancora “numerosi fascicoli istruttori riguardano il mancato versamento di imposte e tasse comunali, in favore di diversi Comuni, da parte delle società incaricate del servizio di relativa riscossione” e i “numerosi casi di fatture gonfiate, per pasti consumati da dipendenti delle segreterie politiche regionali”. 

In allegato qui sotto la relazione completa.

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