Incidenti al corteo degli "Indignati", condannato a quattro anni studente leccese

Valerio Pascali, 21 anni, uno dei manifestanti arrestati il 15 ottobre 2011 a Roma, è stato condannato a quattro anni. La sentenza è stata emessa dal gup di Roma, Anna Maria Fattori, al termine del giudizio con rito abbreviato

 

LECCE – Valerio Pascali, uno dei manifestanti arrestati nel corso del corteo degli “Indignati” del 15 ottobre 2011, a Roma, è stato condannato a quattro anni di carcere. La sentenza è stata emessa questa mattina dal gup del Tribunale della Capitale, Anna Maria Fattori, al termine del giudizio con rito abbreviato a carico del giovane studente pugliese Valerio Pascali. Il 21enne originario di San Pietro Vernotico, studente fuori sede a Bologna, era stata arrestato a Roma il 15 ottobre scorso perché ritenuto uno degli artefici dei gravi disordini scoppiati nel corso della manifestazione degli "Indignati".

Agli inizi di novembre i giudici del Tribunale del Riesame di Roma avevano disposto la scarcerazione del giovane sostituendo la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, da scontare presso l'abitazione dei genitori a Lecce. Valerio Pascali, come molti dei giovani fermati in quel turbolento sabato romano, si è sempre professato innocente. A suo dire, si sarebbe trovato troppo vicino ai punti nevralgici degli scontri, finendo per pagare le conseguenze al posto dei veri black bloc.

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Quella emessa oggi è terza condanna per i fatti del 15 ottobre 2011, dopo quella di due ragazzi che dovranno scontare 5 e 4 anni in base alla sentenza del 22 febbraio. Per Pascali, il giudice ha, di fatto, accolto le richieste del pubblico ministero, Roberto Felici. I difensori, gli avvocati Marcello Petrelli e Filippo Morlacchini, non hanno voluto rilasciare alcun commento: “Quando saranno depositate le motivazioni, sarà valutato il ricorso in appello”, hanno spiegato. “Sicuramente impugneremo la sentenza”, ha aggiunto Petrelli. L'accusa contestata a Pascali era di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, Pascali non avrebbe tuttavia partecipato alle azioni più violente come il drammatico assalto al blindato dei carabinieri.

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