Corteo per la legalità dopo il blitz e gli arresti. Ma la città si mostra divisa

A Parabita un comitato spontaneo, composto da giovani, ha promosso una manifestazione per rompere il muro del silenzio e della connivenza: l'operazione "Coltura" di un mese addietro ha coinvolto anche il vice sindaco. Si sono presentati in circa 300

Una foto della manifestazione.

PARABITA – A poco meno di un mese dall’operazione “Coltura” che ha portato all’esecuzione di 22 ordinanze di custodia cautelare, tra cui quella del vicesindaco Giuseppe Provenzano con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, un corteo per la legalità ha cercato di affermare che esiste una Parabita diversa da quella che appare irretita dalle azione di riorganizzazione del clan Giannelli.

L’obiettivo annunciato non si può dire che sia stato centrato in pieno: l'iniziativa odierna ha registrato la partecipazione di circa 300 persone (su poco più di 9mila residenti) che, senza simboli politici, hanno percorso le vie della città fino a piazza Regina del Cielo dove ci sono stati alcuni interventi, tra qui quelli di Libera Francioso, referente per Casarano dell’associazione Libera. Presenti tutti gli esponenti della minoranza consiliare, mentre hanno partecipato a titolo personale – e tra qualche malumore dei manifestanti - alcune figure della maggioranza: due assessori, Sonia Cataldo e Chiara Barone e la consigliera Francesca Giannelli.

Un particolare da non sottovalutare riguarda la richiesta che il comitato spontaneo che ha promosso il corteo aveva avanzato agli abitanti e ai commercianti delle vie interessate dal percorso: quella di esporre un drappo bianco, in segna di solidarietà e condivisione dello spirito della manifestazione. Ma il risultato è stato deludente. Se infatti fu più partecipata la risposta all’appello per la manifestazione del marzo scorso in memoria della piccola Angelica Pirtoli e della madre Paola Rizzello, assassinate nel 1991, quella di oggi ha messo in risalto la spaccature esistente a Parabita. L’inchiesta che è alla base dell’operazione “Coltura” tocca direttamente diverse famiglie del luogo.

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