Sui viali di Lecce sfilano in 1500 contro il gasdotto Tap: "Non ci fermeremo"

Il corteo è sfilato senza intoppi con le varie anime del movimento. Qualche tensione a manifestazione conclusa in via Templari, dove ha sede la multinazionale

La testa del corteo, viale Calasso.

LECCE – Mille cinquecento circa in corteo nel centro di Lecce per ribadire la “resistenza” nei confronti del gasdotto Tap, che l’Europa e il governo italiano vogliono per portare nel Vecchio Continente il combustibile fossile dai giacimenti dell’Azerbaijan. Un'opera contestata da  buona parte della popolazione locale e discussa, la cui realizzazione ha portato anche all'istituzione, dal 13 novembre, di una zona rossa attorno al cantiere di San Foca, interdetta al transito e con accesso limitato anche per i proprietari dei terreni.

Dopo la partecipata manifestazione di due giorni addietro a Melendugno, il variegato mondo che si oppone alla realizzazione dell’infrastruttura energetica si è dato appuntamento nel capoluogo. Presenti alcuni sindaci e amministratori locali, di Melendugno, Vernole, Calimera, Caprarica di Lecce, cittadini, dello stesso capoluogo e dei comuni limitrofi, ma anche da Brindisi, con il Comitato no al carbone. Grandi e piccoli con passeggini al seguito, studenti universitari, associazioni, gruppi antagonisti, coppie di anziani e comitive di amici. Nessuna bandiera di partito nè sindacale.

Il video: Porta Napoli e via San Francesco

Il percorso del corteo, da Porta Napoli a piazza Libertini è stato blindato dalle forze dell’ordine, presenti in gran numero mentre un elicottero della polizia ha volteggiato dall’inizio alla fine inquadrando dall’alto il serpentone di persone. Qualche disordine si è registrato dopo la conclusione della manifestazione, avvenuta in piazza Libertini, quando alcuni gruppi – in tutto circa un centinaio di persone - si sono spostati autonomamente in piazza Sant’Oronzo: nell’attigua via Templari c’è infatti la sede di Tap dove era stato predisposto un cordone di sicurezza che ha fatto ricorso agli scudi e brandito i manganelli nel momento di maggiore tensione, mentre in risposta sono piovuti qualche fumogeno e oggetti: un funzionario di polizia è stato colpito rimediando una ferita al volto. Sono stati allertati i rinforzi e la situazione è tornata nel giro di poco tempo nella normalità.

Un’altra fase particolare si era vissuta già prima della partenza quando è stato comunicato dagli organizzatori che quattro persone originarie di Roma e Bologna erano state fermate in auto, all’altezza di Vernole, e condotte in questura dove sono state trattenute per alcune ore, ad un paio di esse sarebbe stato notificato un “foglio di via”. Giunto alla rotatoria di via San Francesco, il corteo si è fermato per una mezz’ora circa e da lì si è mosso solo nel momento in cui è arrivata la notizia che i quattro fermati erano stati appena rilasciati. Poco prima, al passaggio davanti al palazzo di giustizia, un petardo è stato lanciato nella recinzione, senza alcuna conseguenza.

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Ad ogni avanzamento del corteo sono state riaperte le strade chiuse al traffico tutt’attorno al percorso: in via Imperatore Adriano e via Trinchese i blindati sono stati disposti quasi in maniera ermetica in modo da separare nettamente lo scorrere dei manifestanti dal resto dei passanti, in giro per negozi nel giorno festivo.

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