Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Cosa resta dell'estate: "Forse troppe luci. E chiasso"

Lettera aperta di "un cittadino del Salento" che si rivolge, anche, al presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone. Al centro del suo intervento ricorda il ruolo centrale delle istituzioni

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LECCE - Lettera aperta di "un cittadino del Salento" che si rivolge, anche, al presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone.

Al centro del suo intervento Beniamino Piemontese, da anni in prima linea per la tutela del territorio, ricorda il ruolo centrale delle istituzioni: "Fare esperienza e più attenzione verso i Beni culturali che troppo spesso vengono ignorati, abbandonati e dimenticati, pur essendo un enorme tesoro per la nostra cultura e per la nostra terra".





di Beniamino Piemontese


Piove: le prime gocce di pioggia che copiosamente stanno cadendo oggi dal cielo indicano che la lunga estate salentina volge al termine.

Con la pioggia, oltre all'arrivo di un'altra stagione, arriva anche il tempo di fare un primo bilancio di quanto abbiamo vissuto negli scorsi mesi.

Arte, cultura, mare e sole hanno reso ancor più splendente l'estate del Salento e dei salentini, ma non solo, anche delle molte centinaia di migliaia di turisti e vacanzieri che hanno affollato il nostro territorio, le nostre coste, i nostri paesi, visitando i centri storici con le loro chiese e monumenti, riempiendoli di allegria, colori vivaci e simpatia.

Non sono mancate le ombre in quest'estate che sta per finire. Forse troppe luci e troppo chiasso, e purtroppo troppa indecenza e sporcizia in giro per le strade e le campagne. Bisognerebbe avere l'umiltà e la pazienza di meditare e di riflettere per prendere le decisioni giuste affinché ciò non si ripeta ancora una volta la prossima estate. Perché il Salento sia davvero una terra da favola dove non accada che la maleducazione rovini tutto e guasti la festa.

Prima di chiudere questa breve considerazione, rinviando ad altri e più approfonditi momenti di riflessione, con la speranza che chi può e chi deve farlo per il suo ruolo istituzionale, amministrativo e politico, voglia trovare il tempo ed il modo di prendere delle giuste decisioni per affrontare la situazione e risolverla, per migliorare lo "stato dell'arte" e la qualità della vita e la ricettività turistica del nostro Salento, vorrei fare una sottolineatura e dare risalto ad un caso particolarmente meritorio di attenzione verso i Beni culturali che troppo spesso vengono ignorati, abbandonati e dimenticati, pur essendo un enorme tesoro per la nostra cultura e per la nostra terra.

Si tratta di un gesto di attenzione che il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, ha avuto nei riguardi di un singolo ma importante monumento del nostro Salento: un Menhir isolato che ancora si trova eretto - dopo migliaia di anni - nei pressi del Santuario della Madonna di Montevergine, poco distante da Minervino, nei pressi di Otranto.

Alla fine di agosto, un appassionato cultore delle antiche testimonianze superstiti della civiltà megalitica del Salento, Stefano Delle Rose, ha accoratamente segnalato ad una testata giornalistica locale, il giornale on-line LeccePrima.it, un caso eclatante inviando una foto assai eloquente, con poche ma significative parole di indignazione, ribellandosi pubblicamente per come il Menhir di Montevergine fosse stato trasformato da dei vacanzieri in un palo per tendere la corda per stendere la biancheria.

La civile denuncia è stata immediatamente pubblicata ed ha reso evidente a tantissimi lettori quanto era accaduto al povero Menhir in oltraggio alla cultura ed alla civiltà del nostro Salento.

Anch'io, come tanti, mi sono indignato, e ho espresso il mio ribrezzo, e - per rendermi utile - ho pensato di segnalare per iscritto al Presidente della Provincia di Lecce (ed ad altre autorità) l'avvenuto.

Tante volte le lettere di denuncia e di protesta restano lettera-morta. In questo caso non è stato così. Il Presidente della Provincia ha preso la cosa sul serio e ha fatto intervenire la Polizia provinciale. Confido che quanto avvenuto difficilmente possa ripetersi, e che non ci sarà più nessun ignorante che potrà oltraggiare impunemente il Menhir di Montevergine.

Ho già ringraziato il presidente della Provincia di Lecce, per questa sua immediata decisione che testimonia una sensibilità precisa, che merita d'essere lodata, perché non è cosa di tutti.

Vorrei che il nostro Salento divenisse veramente una terra accogliente ed ospitale, abitata dalla gente più felice del mondo e col sorriso sulle labbra, ma con la prontezza d'essere severi con chi non lo merita.


Beniamino Piemontese - Messapi.info

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