"Costretti a chiudere le finestre per le esalazioni": preoccupazione a Veglie

Un gruppo di cittadini chiede l'intervento delle istituzioni segnalando presunti roghi di materiali di plastica durante la notte. "La scena si ripete ciclicamente"

Foto di repertorio: vigili del fuoco

VEGLIE – Un odore acre, come di plastica bruciata, sembra aggredire i cittadini di Veglie durante le ore notturne o alle prime luci dell'alba. Il disagio, stando alla denuncia formulata da un gruppo di persone, si ripeterebbe ciclicamente, specialmente in estate.

“A causa delle esalazioni nauseabonde e irritanti per le prime vie aeree”, gli abitanti sarebbero costretti a chiudersi in casa, sigillando bene le finestre, nonostante il caldo. Questo scrivono, nero su bianco, in una lettera raccomandata indirizzata al prefetto di Lecce, al sindaco di Veglie e al comandante della locale stazione dei carabinieri.

L'ultimo episodio in ordine di tempo pare essersi verificato nella notte a cavallo tra il 10 e l'11 agosto (non settembre, ndr). Stesso episodio, identica scena: l'odore sembrerebbe provenire da un punto imprecisato, a volte da nord, altre volte da sud, e gli abitanti sarebbero costretti a prendere precauzioni per evitare di inalare questi fumi che vengono attribuiti alla combustione di oggetti di plastica.

Roghi potenzialmente abusivi: questo è ciò che temono loro. I cittadini affermano di aver provato più volte a segnalare il disagio a chi di competenza, ma il problema non sarebbe stato in alcun modo risolto. “Intuiamo uno sconforto e una rassegnazione generale riguardo a questi episodi – scrivono nella lettera -. Cosa sta succedendo? Chi brucia materiali in modo irregolare? Non siamo più nelle condizioni di avere un adeguato controllo del territorio?”. Una domanda campeggia su tutte: “Ogni cittadino è ormai libero di inquinare, magari convinto che di notte nessuno lo possa vedere?”.

I cittadini chiedono alle istituzioni di non lasciarli soli e si dicono preoccupati per gli effetti potenzialmente tossici di questi presunti roghi che, a loro dire, “potrebbero disperdere nell'aria pericolose diossine”. “Questo è un problema da non sottovalutare – ammoniscono loro -. Chiediamo una maggiore attenzione per poter salvaguardare la salute e la legalità sul nostro territorio”.

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