Cronaca

Crac delle Ferrovie Sud Est, chiuse le indagini preliminari per ventotto

L'inchiesta coordinata dalla Procura di Bari sul "buco" da 230 milioni di euro della società. Gli arresti a febbraio scorso

LECCE – Sono 28 gli avvisi della conclusione delle indagini preliminari notificati nell’ambito dell’inchiesta sul crac da 230 milioni di euro delle Ferrovie Sud Est fra imprenditori, dirigenti e progettisti di Fse. I fatti contestati si riferiscono agli anni 2001-2015, fino a quando la società è stata commissariata.

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto della Repubblica di Bari Roberto Rossi e dai sostituti Francesco Bretone, Bruna Manganelli e Luciana Sivestris, aveva portato all’arresto di Luigi Fiorillo, 56enne di Taranto, già commissario governativo, legale rappresentante e amministratore della società. Con lui ai domiciliari finirono a febbraio scorso altre dieci persone con l’accusa, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale, dissipazione e distrazione di ingenti quantità di denaro.

Si tratta di Carolina Neri, bolognese di 53 anni; Gianluca Neri, bolognese di 59 anni; Angelo Schiano, 66enne nato a Bacoli e residente a Roma, Fausto Vittucci, 73enne di Roma; Ferdinando Bitonte, 79enne nato a Toriolo e residente a Roma; Carlo Beltramelli, 64enne di Bologna; Franco Cezza, magliese di 82 anni; il figlio Gianluigi Cezza, magliese di 45 anni e la moglie Rita Giannuzzi, magliese di 72 anni; Fabrizio Romano Camilli, 63enne nato a Roma e residente a Lecce.

Secondo l’ipotesi accusatoria Fiorillo, in concorso con consulenti e funzionari della società e imprenditori, avrebbe dissipato o distratto fondi per centinaia di milioni di euro nell'arco di circa 10 anni falsificando bilanci e esternalizzando servizi senza fare gare d'appalto. Accertati, secondo gli investigatori, elevati sprechi di denaro in favore di Fiorillo e dei suoi complici nei reati contestati con un radicato sistema di affidamenti ad personam di incarichi professionali e appalti milionari per servizi, lavori e forniture cui è conseguita una elevata esposizione debitoria. Ferrovie Sud Est è una società interamente partecipata dal Ministero dei Trasporti, concessionaria per la Regione Puglia del servizio ferroviario, acquistata circa un anno fa da Ferrovie dello Stato e attualmente sottoposta a procedura di concordato preventivo in continuità.

Un'intera famiglia coinvolta

C’è un’intera famiglia magliese travolta dall’inchiesta giudiziaria sul crac delle Ferrovie Sud Est. Si tratta del professor Franco Cezza, di sua moglie Rita Giannuzzi, e di suo figlio, l’avvocato Gianluigi Cezza. Ai tre i pubblici ministeri contestano, in concorso con Fiorillo, di aver dissipato e distratto dalla casse di Fse poco più di due milioni di euro in relazione all’affidamento diretto degli incarichi relativi all’archivio storico. In particolare alla “costituzione dell’archivio storico” di Fse, affidato a Franco Cezza; ai “servizi di riordinamento, classificazione, custodia e scarto archivistico”, affidati Rita Giannuzzi; e ai servizi di “inventariazione dei documenti con l’applicazione del codice a barre (Barcode)”, affidati a Gianluigi Cezza.

Ai tre la società ferroviaria avrebbe liquidato complessivamente 2 milioni e 659mila euro per gli incarichi nel corso degli anni tra il 2009 e il 2015. I tre indagati avrebbero poi sub appaltato l’esecuzione degli stessi lavori a una società per 659mila euro. Incarichi affidati in maniera diretta, senza pubblicazione di un bando, in violazione delle normative vigenti, compresa quella sul divieto di frazionamento degli incarichi. Ai tre è stato eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di circa due milioni di euro.

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