Cronaca

Criminalità organizzata, spunta il nome di un nuovo collaboratore di giustizia

Il nome di Angelo Corrado si aggiunge alla lista dei "pentiti" e potrebbe rivelare, o aver rivelato, fatti recenti e passati

LECCE – C’è un nuovo nome che sbuca all’improvviso dal silenzio della rovente estate salentina frantumando la cortina del segreto istruttorio. È il nome dell’ultimo collaboratore di giustizia che potrebbe svelare altri retroscena della recente storia criminale leccese. Il nome di Angelo Corrado si aggiunge alla lista dei “pentiti” e potrebbe rivelare, o aver rivelato, fatti recenti e passati della criminalità organizzata locale.

Trame insanguinate e velenose di affari illeciti, alleanze e lotte per la conquista del territorio e dei traffici. La collaborazione di Corrado potrebbe svelare scenari che gli inquirenti dovranno ora verificare. Una scelta, quella del 36enne leccese, abbastanza inaspettata.

Il nome di Corrado, già noto alle forze dell’ordine per diversi reati, balza alle cronache nel febbraio del 2008, quando è arrestato dalla polizia per la tentata estorsione aggravata nei confronti di un imprenditore edile, l’allora vicesindaco di Surbo Giuseppe Maroccia. Secondo gli inquirenti le estorsioni erano finalizzate a garantire denaro contante utile alla latitanza di Salvatore Caramuscio, alias “Scaramao”, presunto boss della Scu catturato pochi mesi dopo a Cassano delle Murge. In manette con Corrado finiscono altre due persone, tra cui un altro nome noto alle cronache giudiziarie, quello di Roberto Nisi, al centro di importanti operazioni condotte contro la criminalità organizzata. Entrambi sono stati poi condannati per quei fatti e arrestati e processati nell'ambito dell'operazione denominata Cinemastore.

Forse, si tratta di ipotesi che dovranno essere accertate e approfondite dalle inchieste giudiziarie, il nuovo collaboratore potrebbe delineare i nuovi assetti della criminalità leccese dopo le condanne, gli arresti e le operazioni degli ultimi anni, che hanno visto, di fatto, il tramonto di figure storiche come quella di Nisi e di Briganti.  Una collaborazione che giunge a circa un anno di distanza da quella di Gioele Greco, il leccese 28enne che con le sue dichiarazioni avrebbe svelato dettagli utili agli inquirenti per tracciare scenari scottanti e ancora inediti nella nuova Scu, dai traffici di droga a molto altro.

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