Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Crisi Adelchi, la task force regionale accelera verso la soluzione

L'incontro odierno ha accelerato la convocazione del tavolo interministeriale per gli ammortizzatori sociali e la valutazione delle aziende interessate ad investire. Scetticismo tra gli operai

BARI - Agire di concerto e tempestivamente: queste le rassicurazioni che arrivano, oggi, ai 720 ex operai Adelchi per i quali è stata temporaneamente sospesa, dall'azienda, la procedura di mobilità. L'incontro odierno di Bari, che ha visto impegnati la task force regionale, la Provincia di Lecce, i sindacati, Confindustria Lecce, un rappresentante dell'Adelchi, Ippazio Prete e una delegazione dei lavoratori, sembra aver prodotto i suoi frutti. Se non altro una dichiarazione d'intenti, un impegno preciso a convocare il tavolo interministeriale con il Mise (ministero dello Sviluppo economico) e con il ministero del Lavoro per valutare la proporoga degli ammortizzatori sociali, in scadenza a fine anno.

 
Per le centinaia di operai, fermi da tre anni, si potrebbe aprire la strada della cassa integrazione in deroga ministeriale che offrirebbe garanzie di lungo periodo. Per la deroga regionale c'è un intoppo, come spiegaLori De Donno, portavoce del comitato dei lavoratori "Michele Frascaro": "La Regione Puglia, il 29 giugno, in accordo con le parti sociali, ha stabilito che le aziende che hanno dismesso la produzione non avranno diritto al rinnovo degli ammortizzatori nel 2012". E a Tricase è decisamente tutto fermo, dal momento che l'unico polo produttivo ancora attivo si trova a Specchia dove ha sede la Sergio's srl.
 
Ma gli operai che hanno affollato il lungomare Nazario Sauro, sede della presidenza della Regione, non ci stanno a sentir parlare di sussidio fine a se stesso. Basta con la sopravvivenza svincolata da una prospettiva di lavoro: l'obiettivo, la loro speranza di ricollocazione, passa attraverso l'attivazione del famoso Accordo di programma del 2008 che metteva a disposizione delle aziende che intendevano investire nell'area Pit 9 (territorio salentino leccese), ben 40 milioni di euro. Il doppio finanziamento, equamente ripartito tra Bari e Roma, dovrebbe valere anche per il cluster Adelchi, in base ad una clausola dell'accordo che già prevedeva l'estensione a situazioni similari di crisi aziendale, nell'arco di 50 chilometri: lo spiega chiaramente Lori De Donno che sottolinea la necessità di integrare quella somma iniziale, con nuovi fondi.
 
Se da troppo tempo, ormai, si discute dell'Accordo di programma, con la stessa Regione che si era detta disposta ad aumentare la cifra delfinanziamento, oggi la task force si è conclusa con un'accellerazione dell'iter di valutazione delle richieste pervenute dalle aziende interessate al finanziamento. In tempi strettissimi, verrà convocato il Collegio di vigilanza chiamato a verificare le candidature.
 
La Provincia di Lecce, per voce del presidente Antonio Gabellone, offre una valutazione positiva dell'incontro: "Decine di salentini in attesa di risposte concrete, hanno dimostrato – attraverso le posizioni espresse dai rispettivi sindacati – di apprezzare le iniziative del nostro ente, intraprese in questi mesi in maniera fitta e costante". D'altra parte, i lavoratori del Comitato, manifestano il consueto scetticismo, segnale della speranza logorata dalle decine di incontri che non portavano, a loro dire, da nessuna parte. E poichè il tempo stringe, due sono le ipotesi: o in settimana si deciderà la data del tavolo interministeriale, oppure sarà di nuovo battaglia.
 
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