Cronaca

Crolla solaio: due operai sotto le macerie. Solo feriti

Lecce: sfiorata tragedia per il crollo improvvisto di un solaio di un edificio di via Oslavia, quartiere Leuca. Due operai, 67 e 44 restano sotto le macerie. Estratti feriti dai vigili del fuoco

Il solaio crollato dell'abitazione di via Oslavia. Sul muro le giacche di lavoro dei due operai rimasti sotto le macerie e poi salvati dai vigili del fuoco

Le due giacche di lavoro blu appese ad un chiodo conficcato sulla parete di pietra leccese della vecchia costruzione. Loro due, sotto le macerie. Ma il destino è stato clemente. E' un'altra scena, l'ennesima, emblematica, di un incidente sul lavoro. Sfiorata la tragedia in via Oslavia a Lecce, una parallela di via Leuca, a causa del crollo improvviso di un solaio al primo piano di una palazzina, proprio di fronte la chiesa di San Guido.

Si tratta di due operai rispettivamente di Bagnolo del Salento e Giurdignano, di 67 e 44 anni, Donato Rubichi e Antonio De Salvatore. I due stavano eseguendo i lavori di ristrutturazione di una vecchia palazzina, la cui costruzione è risale agli anni Cinquanta, quando improvvisamente, intorno alle 9.15 è venuto giù il solaio della stanza al primo piano dell'edificio. Rubichi e De Salvatore stavano lavorando per conto dell'impresa edile Lattante costruzioni , una Snc di Bagnolo del Salento.

Gli operai sono rimasti sotto un cumulo di macerie fino all'arrivo dei vigili del fuoco e delle unità cinofile. È stato infatti "Tommy", il cane del comando provinciale di Lecce che ha partecipato alle operazioni del dopo terremoto in Abruzzo, un Labrador di due anni, a ritrovare in pochi minuti i corpi delle due vittime. Soccorsi dai sanitari del 118 i sanitari sono stati trasportati presso il "Vito Fazzi" di Lecce, dove i medici si sono riservata la prognosi. Sarebbero comunque fuori pericolo. I sanitari hanno riscontrato sui due un forte trauma cranico.

L'appartamento era stato messo in vendita dai vecchi proprietari ed acquistato dall'attuale titolare, Giusy Baldassarre, 32 anni, leccese. I lavori di ristrutturazione, invece, erano stati affidati all'architetto e progettista Gianpaolo Scorrano, il quale, lo scorso 27 marzo, aveva presentato regolare certificato Dia, la denuncia di inizio attività, presso il Comune di Lecce.

Ancora ignote le cause del crollo improvviso del solaio che ricopriva il tetto di quella stanza la primo piano praticamente di fronte la chiesa di San Guido, una parallela di via Leuca, come detto. Al momento non si sa quali lavori, nello specifico, gli operai stessero svolgendo prima del crollo. Forse qualche vibrazione di troppo dovuta alla rimozione del vecchio solaio con l'ausilio dei martelli pneumatici. Tant'è che il tetto, risalente come la costruzione agli anni Sessanta, è crollato inaspettatamente, ricoprendo di calcinacci i corpi delle vittime.

A dare l'allarme i residenti della zona, che hanno sentito un grosso fragore giungere dall'alto e sapendo che in quella palazzina si stavo effettuando dei lavori di ristrutturazione non ci hanno messo molto a capire che qualcosa di brutto era accaduto. Anche perché dei due operai non vi era più traccia.

Sul luogo è intervenuta un'ambulanza del 118 ma fin da subito i vigili del fuoco con al seguito le unità cinofile di cui sopra. Tecnici del Comune di Lecce insieme ai carabinieri e i tecnici dello Spesal, il cui compito sarà accertare che la ditta avesse comunque garantito sicurezza e salubrità nell'ambienti di lavoro.

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