Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Crollo, via al processo. Con il Comune come responsabile civile

Al via il processo per il crollo che il 31 gennaio 2009 devastò lo splendido scenario piazza Dante a Castro Marina. Per i periti, ci sarebbero state imperizia e inosservanza di regole di sicurezza nell'esecuzione di lavori edili

 

TRICASE – Si è aperto oggi, dinanzi al giudice del Tribunale di Tricase, il processo relativo al crollo che il 31 gennaio del 2009 sfregiò il volto di piazza Dante a Castro Marina. Quindici gli imputati: Martino Ciriolo, Giovanna Lazzari, Gabriele Fersini, Speranzina Antonazzo e Maria Fedele, proprietari e conduttori degli immobili coinvolti nel crollo; Fernando Schifano, responsabile dell'ufficio tecnico comunale; Rinaldo Coluccia, Angelo Rizzo, Antonio Fersini e Antonio Ciccarese, componenti della commissione edilizia che approvò l'esecuzione dei lavori negli edifici; Luigi e Domenico Fersini e Francesco Rizzo, direttore dei lavori e titolari delle imprese che li hanno eseguiti. Con loro anche l'ex sindaco Giuseppe Coluccia, che all'epoca rilasciò l'autorizzazione all'esecuzione dei lavori.Per tutti l'ipotesi di reato è di concorso in disastro colposo, "per colpa consistita in imprudenza, imperizia, negligenza e inosservanza di regole di sicurezza nell'esecuzione di lavori edili".

Nel corso del processo si sono costituiti, come parte civile, una quindicina di residenti della zona coinvolta nel crollo. Il Comune di Castro, che ha scelto invece di non costituirsi, è stato citato come responsabile civile.

Era stata la perizia depositata, nei mesi scorsi, dai consulenti tecnici d'ufficio nominati dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Giuseppe Capoccia (titolare del procedimento) i professori Amedeo Vitone e Carlo Viggiani, e gli ingegneri Fabrizio Palmisano e Pietro Foderà (comandante provinciale dei vigili del fuoco di Lecce) a stabilire che il crollo era stato causato dall'attività dell'uomo e non da cause naturali. I quattro esperti dimostrarono come la mano dell'uomo intaccò gradualmente la collinetta tufacea prossima al porticciolo della località balneare.

Gli inquirenti puntano il dito contro i lavori che furono eseguiti in quattro esercizi commerciali: lo "Speranbar", "Sport pesca mare" e la pasticceria "Le delizie". In particolare, nel caso dello "Speranbar", sarebbe stata "indebolita gravemente una parte strutturalmente molto importante dell'edificio contiguo all'area del crollo, e in esso parzialmente coinvolto, demolendo una muratura portante principale". L'udienza è stata aggiornata a settembre.

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