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Cronaca

Crollo del solaio nella "Pessina": fra i cinque indagati il titolare di una ditta leccese

Il pm ha sciolto le riserve dopo che ieri gli agenti di polizia del commissariato ostunese hanno depositato presso la Procura di Brindisi un'informativa con i nomi delle ditte che hanno operato nella ristrutturazione. Fra gli iscritti nel registro, il legale rappresentate di una ditta salentina

OSTUNI – Sono cinque al momento le persone iscritte nel registro degli indagati con le ipotesi di lesioni colpose e crollo colposo per il cedimento del solaio avvenuto nella scuola primaria “Enrico Pessina” di Ostuni, in piazza Italia, durante il quale la mattina di lunedì 13 aprile due alunni e una maestra sono rimasti feriti.

Ieri gli agenti di polizia del commissariato della “Città Bianca”, ai quali sono delegate le indagini, hanno depositato presso la Procura di Brindisi un’informativa contenente indicazioni su imprese e tecnici che hanno seguito i lavori di ristrutturazione dell’edificio per fornire i primi elementi di valutazione.

Oggi, il pm Pierpaolo Montinaro, ha sciolto le  riserve e iscritto formalmente nel registro degli indagati Roberto Melpignano (capo dell'Ufficio tecnico comunale), Salvatore Molentino (direttore dei lavori), entrambi di Ostuni, il collaudatore Michele Fuzio (che opera per uno studio tecnico di Bari), ma anche i legali rappresentanti delle imprese che hanno svolto interventi sul rivestimento dei solai. Si tratta di Vito Urgesi, di Ceglie Messapica Brindisi, e di Palmiro Brocca, di Lecce. Tutti e cinque potranno designare consulenti di parte per partecipare alle perizie.

Il distacco dell’intonaco è avvenuto dal soffitto dell’aula numero 20, dove in quel momento vi erano undici bambini e due insegnanti. Tre di loro, cioè due bimbi e l’insegnante, sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale di Ostuni a causa delle ferite riportate.

Un alunno ha subito una contusione cranica con una ferita lacerocontusa al cuoio capelluto, con prognosi di dieci giorni. L’altro minore ha subito a sua volta una ferita lacerocontusa al cuoio capelluto che ha avuto necessità di punti di sutura, e un’altra del setto nasale. Sottoposto a Tac e a consulenza pediatrica e ortopedica, è stato giudicato guaribile in quindici giorni. Entrambi sono stati dimessi poco dopo. L’insegnante ha riportato la frattura del malleolo scivolando sui calcinacci.

L'aula devastata dal crollo

Impressionante la scena di fronte alla quale si sono trovati gli agenti arrivati sul posto poco prima delle 11,30: l’aula, nella parte centrale, era disseminata di pezzi d’intonaco dello spessore di circa 3 centimetri, sia sul pavimento, sia sui banchi di studio. Alcuni di questi sono rimasti anche danneggiati.

I calcinacci si sono staccati dalla parte centrale del soffitto dell’aula, lasciando un foro di circa 5-6 metri quadri. Una delle quattro plafoniere si è parzialmente staccata dal soffitto rimanendo appesa in modo precario a un tirante. Quella mattina di due giorni addietro l’intera scuola è stata evacuata. Nel frattempo sono stati avviati i primi accertamenti, con rilievi tecnici della polizia scientifica e l’ascolto di più persone in grado di riferire elementi utili per le indagini.

Su direttiva dell’autorità giudiziaria si è proceduto al sequestro dell’intero immobile, dei pezzi d’intonaco che si sono distaccati e della documentazione. L’aspetto che rende molto particolare la vicenda, praticamente una tragedia sfiorata, riguarda il fatto che l’immobile sia stato interessato da importanti opere di ristrutturazione che si sono protratte per circa cinque anni.

L’edificio era stato riconsegnato al Comune solo il 12 gennaio 2015, con tanto di polemica per costi che hanno superato il doppio di quelli preventivati. E che oro sono destinate ad aumentare, visto il cedimento che ha provocato tre feriti.  

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