Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Crollo di Castro, in quindici ora rischiano il processo

Distastro colposo: il pubblico ministero Giuseppe Capoccia ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di possibili responsabili del crollo in piazza Dante, avvenuto il 31 gennaio 2009

Foto di repertorio della zona dove si verificò il crollo.

LECCE - Sono in tutto quindici i possibili responsabili del crollo della piazza Dante di Castro Marina. Nelle scorse ore il pubblico ministero Giuseppe Capoccia ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di alcuni funzionari comunali, imprenditori e proprietari degli stabili nei quali sono stati effettuati i lavori. Attività, queste, che secondo gli investigatori avrebbero indebolito la struttura.

Il provvedimento contiene i nomi di Gabriele Fersini e Speranzina Antonazzo, proprietari dei locali dello "Speranbar"; Luigi Fersini, direttore dei lavori; Domenico Fersini, titolare dell'impresa che ha eseguito i lavori; Fernando Schifani, responsabile dell'ufficio tecnico del comune; Rinaldo Coluccia, Angelo Rizzo, Antonio Fersini e Gaetano Ciccarese, componenti della commissione edilizia; Giuseppe Coluccia, ex sindaco; Giovanna Lazzari e Martino Ciriolo, rispettivamente proprietaria ed affittuario del negozio "Sport Pesca mare"; Maria Rosaria Fedele ed il marito Marcello Baccaro, titolari della pasticceria "Le Delizie"; Francesco Rizzo, titolare dell'impresa.

Stralciata, invece, la posizione di Angelo Micello, 50 anni, componente della commissione edilizia, che è riuscito a dimostrare il fatto di non aver partecipato alla seduta della commissione nel giorno in cui erano stati approvati i lavori di ampliamento dello Speranbar. L´ipotesi di reato è quella di disastro colposo.


Decisiva ai fini dell´inchiesta è stata la consulenza redatta dal professor Amedeo Vitone e dal comandante dei vigili del fuoco Pietro Foderà, che hanno evidenziato come i lavori di scavo che nel corso del tempo sono stati effettuati nella roccia abbiano pregiudicato la stabilità degli edifici. Interventi troppo invasivi, che non sarebbero dovuti essere realizzati. Era il tardo pomeriggio del 31 gennaio 2009 quando piazza Dante, fiore all´occhiello della località marina, si ritrovò trasformata in un cumulo di macerie. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Luigi Rella, Amilcare Tana, Luigi Fersini, Luigi Corvaglia e Francesco D´Agata.

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