Cronaca

Cud 2013 e Obis per i pensionati. Niente documentazione cartacea dall’Inps

Circa 250 mila pensionati della provincia di Lecce si troveranno, quest'anno, in condizioni di difficoltà. Spi Cgil informa che le sedi comunali del sindacato sono a disposizione per l'assistenza, la stampa e consegna dei documenti

LECCE - Sono circa 250mila i pensionati e le pensionate della provincia di Lecce che, in questi giorni, stanno chiedendo aiuto presso le sedi del sindacato per chiedere la stampa e la consegna della documentazione reddituale.

Quest’anno, infatti, l’Inps (ma anche Inpdap ed Enpals, da oltre un anno trasferiti all’ente) ha deciso di non inviare più al domicilio degli utenti la documentazione cartacea dei modelli certificativi dei redditi da pensione dello scorso anno (Modello Cud\2013) e dei ratei mensili da percepire nel corso del corrente anno (Modello Obis\M 2013). Questi documenti possono essere scaricati on-line collegandosi al sito dedicato, tramite una password personale o rivolgendosi ai patronati, ai Caf o agli uffici postali. Con quest’ultima scelta, occorre affrontare un costo di 3 euro.

I motivi di questa "assurda" decisione, che tante tribolazioni e tanta apprensione sta procurando a milioni di pensionate e pensionati (oltre 15milioni e 200mila le pensioni erogate ogni mese in Italia), vanno ricercate – a detta dei dirigenti Inps - nei provvedimenti del governo Monti, previsti nella cosiddetta spending review: un contenimento della spesa pubblica che, tuttavia, tra Natale e Capodanno scorsi, non ha impedito l’invio, da parte dell’istituto di previdenza, di circa un milione di lettere raccomandate di minaccia per il recupero di somme indebite per mancata presentazione dei modelli Red, la certificazione dei redditi prodotti nel 2011. Richiesta che si è subito rilevata fasulla per oltre il 90 per cento dei destinatari, ma che all’Inps è costata la bella somma di oltre 3 milioni di euro.

Lo Spi Cgil ha duramente criticato questa "sconsiderata" scelta dell’istituto: "Per l’ennesima volta si crede di risanare il bilancio dello Stato colpendo le fasce più deboli della popolazione".

"Il nostro sindacato non resta con le mani in mano, e, per non lasciare soli le pensionate e i pensionati, ha allarmato le proprie sedi sul territorio, predisponendo un servizio di stampa e consegna di tutta la documentazione – scrive il segretario provinciale Ninì De Prezzo - . Non solo ha affisso manifesti in tutti i Comuni ma ha inviato a tutti gli iscritti una lettera di invito a recarsi presso le sedi dello Spi, della Cgil, dell’Inca e del Caf, dove troveranno 

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