Cronaca Rudiae / Via Monteroni

Ancora degrado in periferia. Spunta montagna di rifiuti a ridosso di una clinica

Tra pneumatici, eternit, mobilia, materiale edile ed elettrodomestici, cresce l'insoddisfazione dei residenti nella zona della struttura sanitaria "Città di Lecce", alla periferia del capoluogo salentino. Nonostante le videocamere installate dall'amministrazione comunale, si continua a depositare scarti di ogni genere

I rifiuti accumulati alla periferia di Lecce

LECCE - Sembra impossibile ma è ciò a cui ci si trova di fronte giungendo all’incrocio di via Monteroni con la strada provinciale 225. E nonostante nell’area siano presenti, ormai da mesi, le telecamere istallate dall’amministrazione comunale proprio per dissuadere i malintenzionati a depositare in maniera indiscriminata ogni sorta di rifiuto. Non è la prima volta che accade, come non è la prima volta che il Comune provvede a effettuare degli interventi di bonifica che, visti i costi, non potevano avvenire con frequenza. Anche per questo motivo, oltre alle numerose segnalazioni dei cittadini, si è provveduto all’installazione dei sistemi di sorveglianza elettronica che, tuttavia, sembra non stiano dando i risultati sperati. Il vero e proprio scempio si è materializzato nelle ore notturne e, stavolta, insieme  agli pneumatici di vetture e autoarticolati sono in bella mostra frigoriferi, salotti, materassi, materiali edili e, come si nota dalle immagini, una piccola pira che pare realizzata ad arte per prender fuoco alla prima occasione.

Un pericolo non solo per l’ambiente ma, proprio perché il tutto si trova a bordo strada, anche per le persone. Un eventuale incendio potrebbe, infatti, cagionare incidenti alle auto in transito o ai mezzi di soccorso diretti all’ingresso laterale della nota casa di cura. Una situazione, come confermano alcuni residenti indignati, che perdura da anni, e che nessuno ha mai risolto in maniera incisiva e definitiva. Lamentele che si estendono anche alla situazione di abbandono in cui versano le famiglie della zona per la mancanza di un presidio delle forze di polizia che, pur in presenza di un’area a forte vocazione residenziale, non effettuerebbero a loro dire alcun pattugliamento. E le cose peggiorano man mano che si addentra lungo la via Condò, meglio nota come via dell’Ippodromo, precisamente all’angolo con via Francesco Pinto.

Zona, quest’ultima, dove i recenti cantieri hanno moltiplicato notevolmente il numero degli abitanti e dove presto vedranno la luce anche supermercati, farmacie e punti di ristoro. Intanto, però, i bambini e gli sportivi sono costretti a scansare lastre di vetro, coperture in ethernit, ferri arrugginiti, batterie esauste, pneumatici, contenitori di sostanze tossiche e corrosive, materiali di risulta che, verosimilmente, potrebbero giungere dai cantieri stessi. Inoltre, a detta di chi ci ha contattati per documentare la situazione, non sarebbe neanche la prima volta che vengono vandalizzate le cabine Enel e gli stessi cassonetti, dati alle fiamme o schiacciati dall’enormità dello scarico di materiali non idonei. “Al di là della presenza o meno di cittadini illustri, nelle immediate adiacenze dei quali tali evidenze non si sono mai verificate – ha sottolineato una professoressa in pensione che abita nelle vicinanze dell’incrocio – preme ricordare ai nostri amministratori che siamo cittadini che pagano le tasse con sollecitudine e costanza da sempre, anche se l’impressione che abbiamo è che la città finisca molto prima di quest’area, e con essa i servizi di raccolta e smaltimento e di pattugliamento del territorio. Ci auguriamo una maggior presenza delle forze di polizia e dei nuclei ecologici e, perché no?, magari che si assuma anche qualche incaricato al controllo dei filmati, visto che pur essendoci le telecamere le cose non cambiano affatto.”

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