Cronaca

Curriculum di furti e truffe, sorvegliato speciale trovato nel vecchio "Fazzi"

Sandro Mirra, 43enne di Nardò, aveva pendente l'obbligo di soggiorno per due anni. Ma la polizia l'ha rintracciato a Lecce

LECCE – Ha un curriculum di tutto rispetto (si fa per dire) per furti in serie e persino truffe ben congegnate con documenti falsi. Proprio per via dei precedenti accumulati, il volto di Sandro Mirra, 43enne di Nardò, difficilmente sfugge a chi abitualmente controlla il territorio. E infatti, l’uomo è finito di nuovo in arresto. L’hanno bloccato gli agenti di polizia della Divisione anticrimine e della Sezione volanti nell’area interna dell’ex ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, in piazza Bottazzi.

Cosa ci facesse, non è del tutto chiaro. Né è stato “pizzicato” nel compiere reati, almeno questa volta. Tant’è: Mirra, a Lecce, non si sarebbe comunque dovuto trovare, visto che destinatario di un provvedimento di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno a Nardò per due anni.

Tutto è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri, durante l’ormai consueta attività di prevenzione e controllo del territorio cittadino, intensificatasi tramite l’operazione “Alto impatto”. La presenza di Mirra a Lecce, subito riconosciuto, ha destato più di qualche sospetto agli agenti che hanno poi verificato il provvedimento pendente. A Nardò, è stato quindi riportato, ma per rimanervi agli arresti domiciliari.

Sandro Mirra-2 (1)-2Mirra era stato arrestato l’ultima volta a gennaio del 2017, durante l’ennesimo tentativo di raggiro, cercando di aprire un conto corrente in banca con documenti falsificati. Ma le vicende di cui è stato protagonista nel tempo sono davvero tante. Nel giugno del 2011, già sottoposto alla sorveglianza speciale, fu arrestato per essersi fatto rilasciare una carta d’identità intestata a un’altra persona, allo scopo di ottenere un finanziamento di 5mila euro per l’acquisto di un’auto.

Nel gennaio del 2013, fu invece colto in piena notte a rubare all’interno di uno studio legale. Qualche giorno dopo, proseguendo nelle indagini, gli si attribuì un altro tentativo di furto in un circolo privato e fu quindi ulteriormente indagato. Per il furto nello studio legale, patteggiò due anni, sempre a gennaio del 2013. Ma a ottobre dello stesso anno, per la vicenda già accennata del tentativo di furto nel circolo privato, scattò un nuovo arresto. E oggi è finito nuovamente in arresto.

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