Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca Via Torino

Incursione da pirata: incendia la porta dei vicini, tradito dal teschio sulla felpa

Il giovane, di Cutrofiano, risponde anche di atti persecutori. I dissidi con una famiglia che abita nelle vicinanze, in via Torino, vanno avanti da tempo e diversi sono stati gli interventi dei carabinieri. Ma la scorsa notte il ragazzo è stato tradito da un indumento molto particolare

CUTROFIANO – Un 35enne di Cutrofiano è stato arrestato nella notte dai carabinieri della stazione locale dopo una vicenda che definire grottesca è dir poco. Non solo risponde d’incendio doloso, ma anche di atti persecutori nei confronti di una ragazza, vicina di casa. Si tratta di Gianluca Polimeno.  All’origine della vicenda, vi sono dissidi che vanno avanti da diverso tempo tra le famiglie di entrambi. Elettricità pura, se è vero che diverse sono stati gli esposti presentati dalle due fazioni nel tempo.

Se in questa specie di “faida” il ragazzo di Cutrofiano è finito però in guai ben peggiori, rispetto a comuni beghe risolvibili davanti a un giudice di pace, è anche e soprattutto per colpa di una sgargiante felpa bianca e blu. Già, perché, per la sua azione “piratesca”, ne ha indossata una con un teschio disegnato sul petto. E quando i carabinieri hanno visionato alcune videocamere di sicurezza, il più è stato fatto. E’ vero, infatti, che l’autore del rogo (le fiamme di sono estinte da sole) sul portone dell’abitazione limitrofa si era premunito di coprire il volto con la mano, proprio perché consapevole del fatto che i vicini avessero installato gli “occhi elettronici”.

E’ vero anche, però, che una volta rintanatosi in casa, prima ha osservato incuriosito dalla finestra della sua stanza i rilievi dei carabinieri; gustando la scena, poi, quando questi, insospettiti, gli POLIMENO GIANLUCA-2hanno chiesto di scendere, non hanno potuto fare a meno di notare quel teschio impresso sulla felpa. Lo stesso immortalato poco prima.

Il fatto è avvenuto in via Torino, e sembra che siano stati due i raid. Nel primo caso, le fiamme si sono subito spente, così il giovanotto è tornato alla carica dopo mezzanotte, per essere però notato da un passante, che ha subito chiamato i carabinieri. Questi ultimi, intervenuti assieme ai pompieri, hanno rinvenutoun contenitore intriso di liquido infiammabile. Il 35enne è finito in carcere, su disposizione del pm di turno presso il Tribunale di Lecce, Roberta Licci.

In tutto questo, c’è anche un retroscena. Il padre del ragazzo arrestato, solo pochi giorni addietro, aveva subito danni alla propria Fiat Brava, e sempre lì, in via Torino: l’auto era stata avvolta dalle fiamme. Davanti a militari aveva anche espresso chiaramente i propri sospetti su alcuni vicini di casa.

Ovviamente, al momento non ci sono elementi per dire chi sia stato realmente l’autore di quell’episodio. Anche perché, stando ai carabinieri, vi sarebbero in paese anche altre persone che nutrono dissidi con il proprietario di quell’auto, e perciò il ventaglio di sospettabili potrebbe essere più ampio. Insomma, una storia veramente dai contorni particolari.

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